Riflessioni del Superiore Generale - Opera don Guanella

28° anniversario presenza guanelliana in Africa

 

Alla Vice Provincia Nostra Signora della Speranza


AUGURI al Consiglio della Vice Provincia e a tutti voi, confratelli, in questo 28° anniversario della presenza guanelliana in Africa.
Avremo modo senza dubbio di organizzare e celebrare con solennità anche esteriormente il prossimo 30° anniversario. Per ora, a causa della pandemia in corso, basta farci gli auguri sinceri e grati vicendevolmente.
Vogliamo ricordarci fraternamente nella preghiera, ringraziare tutti per quanto di bello e grande avete operato in questi 28 anni a servizio del carisma nella vostra amata terra.
Esprimere gratitudine a tutti i confratelli che si sono susseguiti in questi anni nelle comunità delle quattro nazioni dove abbiamo posto la tenda della nostra carità.
Dire grazie alla Provincia madre del Sacro Cuore che ha promosso, accompagnato, sostenuto con dedizione e tanti sacrifici lo svolgersi e lo sviluppo delle opere in questi anni.
Don Guanella è contento di quanto l’Africa ha saputo rispondere e aderire al suo carisma e alla sua dedizione per i più poveri.
Bravi! Complimenti!
Invoco su tutti la benedizione del Signore Risorto perché animati dalla sua forza e dalla sua presenza, sappiate, specie in questo tempo di particolare prova, amare concretamente i più poveri e spendere la vostra vita nella preghiera prima e poi nel servizio ai loro bisogni.
Auguri confratelli carissimi!
Domani con il Consiglio generale vi porteremo tutti davanti all’altare del Signore, nella Messa che celebreremo secondo le intenzioni di ciascuno di voi, delle vostre comunità e delle vostre famiglie.
Dio vi benedica tutti!
Roma, 7 maggio 2020

Padre Umberto e Consiglio generale

 

QUARESIMA 2020

Cari Confratelli, Cooperatori e Amici,
a voi, ai membri della famiglia guanelliana che condividono la nostra missione, alle persone che vi sono affidate o con cui collaborate, voglio far arrivare un saluto in questo primo giorno di Quaresima.
Il Vangelo di oggi, riportando il pensiero di Cristo sulle tre pratiche fondamentali della spiritualità giudaica, ripete in forma martellante la nota espressione: “il Padre tuo che vede nel segreto”.
La Quaresima è il tempo in cui riappropiarsi di questa luce di fondo dell’esistenza umana, senza la quale la vita diventa una recita, la ricerca spettacolare di qualche approvazione.
Il Padre, il Padre che vede, il Padre che vede ogni cosa.
Per noi guanelliani questo è il cuore di tutta la nostra vocazione, vivere per il Padre e davanti al Padre.
La vita del Fondatore si svolse con questa fiducia di base, del figlio amato e seguito dal Padre, ma anche del figlio che intuisce i desideri del Padre e va oltre il mero dovuto.
La Quaresima ci aiuti a orientare tutto di noi in questa tensione di piacere al Padre, che suppone tanti tagli. Questa è la famosa conversione in cui si gioca tutta la vita del discepolo, dire il proprio sì al Padre e tutti i no che ne conseguono.
Ma la Quaresima chiede un atto coraggioso e umile, quello di cominciare da se stessi, riconoscendo la nostra colpa di partenza.
Quanto cambia la vita dei consacrati quando accolgono questo invito della liturgia quaresimale come regola! Cominciare da sè.

Non abbiamo vocazioni? Forse anch’io in qualche modo non sono un buon testimone.
Non abbiamo soldi? Forse anch’io non vivo poveramente.
Ci sono scandali? Forse anch’io qualche volta vivo una doppia vita.
Si prega poco? Forse il mio tempo per Dio è minimo, risicato, poco fruttuoso.
Ci sono conflitti in comunità? Forse io non sto impegnandomi nel costruire la comunione.
Regna il pettegolezzo? Forse la mia lingua qualche volta non conosce freno.
Siamo mediocri? Forse anch’io faccio il minimo indispensabile.
Manca la speranza? Forse anch’io vivo ormai seduto e rassegnato.
Non c’è aria di gioia? Forse anch’io non trasmetto la letizia dell’essere di Cristo.

E così in un lungo esame di coscienza, ognuno di noi, cari confratelli, potrebbe far passare la sua vita in questa Quaresima, prima attraverso il tribunale esigente del proprio cuore e poi nel dialogo sacramentale della penitenza. La chiave evangelica per leggere tutto è che il male più pericoloso viene da dentro, non da fuori.

Questo passaggio obbligato attraverso se stessi è una grazia che purifica ogni ambiente e forse così si finisce di accusare gli altri, di contestare strutture e organismi, gridando solo i nostri diritti.

La nostra è vita di grazia, dove non ci sono diritti e tutto è dono, dono del Padre che non ci dimentica e non ci rifiuta mai la sua benignità, anche se lo abbiamo deluso infinite volte. Il passo di san Clemente I, papa, che la Liturgia delle Ore di quest’oggi ci ha fatto contemplare, è stupendo: “Anche se i vostri peccati dalla terra arrivassero a toccare il cielo, fossero più rossi dello scarlatto e più neri del silicio, basta che vi convertiate di tutto cuore e mi chiamate “Padre”, ed io vi tratterò come un popolo santo ed esaudirò la vostra preghiera”.

A tutti ricordo l’importanza che don Guanella dava alla VIA CRUCIS non solo nella devozione del popolo, ma per la crescita spirituale dei suoi religiosi, ai quali chiedeva di celebrarla ogni giorno, perché la meditazione sulla Passione ci ricorda che anche il Signore Gesù ha cominciato da sé nell’opera della restaurazione del mondo. Fate, dunque, al riguardo tutto quello che potete!

Buon cammino di Quaresima, confratelli, a voi e a chi vive con voi.
Con affetto fraterno.

Roma, 26 febbraio 2020 – Mercoledì delle Ceneri

Padre Umberto

 

A tutte le Figlie di Santa Maria della Provvidenza

 

AUGURI fraterni care Figlie di Santa Maria della Provvidenza in questa festa così particolare e sentita dalla nostra Famiglia guanelliana. La Festa di suor Chiara Bosatta, la figlia amata e formata dallo stesso Fondatore per cammini ardui di santità.
Avvaloriamo questi nostri auguri con la promessa della nostra preghiera al Risorto, per intercessione della Beata Chiara Bosatta. Una preghiera che desidera presentare al Signore con gratitudine ciascuna di voi come dono ricevuto, dalla nostra grande Famiglia guanelliana, da Lui. Una preghiera che si allarga al mondo intero, là dove avete posto la tenda della vostra carità nel servizio ai più poveri e ultimi. Una preghiera per tutte le vostre comunità, per le necessità delle vostre Case in questo momento drammatico di prova che il mondo intero sta vivendo. Una preghiera allargata per inglobare tutti: suore, ospiti, operatori, medici e paramedici, imprese di pulizia e di cucina, assistenti, volontari, parenti ed amici. La preghiera accorcia le distanze e rende possibile, senza contagiarsi dal virus, una comunione stretta e una fraternità piena e solidale.
Non manchi, care Sorelle, la fiducia nell’aiuto di Dio che ha sempre caratterizzato suor Chiara; la confidenza in Lui diventi anche per noi non solo conforto nella prova di questo momento particolare, ma esperienza di fede generosa e disponibile, per ogni giorno della vita, affrontata con coraggio e determinazione nella consapevolezza che il Risorto è con noi! “Io sarò sempre con voi fino alla fine dei tempi!
La obbligata astinenza dalla partecipazione alle celebrazioni, che viviamo in questi mesi, sia solo rimando, attesa e preludio di una esultanza per il prossimo anno, 2021, quando ricorderemo con gratitudine e tripudio di gioia, il 30°anniversario della Beatificazione della figlia spirituale del santo Fondatore.
Sia quest’anno un gustare personale e interiore di ciò che vivremo il prossimo anno tutti insieme in un trasbordo di annuncio, di celebrazione, di coinvolgimento e di festa. La chiesa propone Chiara Bosatta come modello ed esempio da vivere. E’ una nostra Sorella, una della nostra Famiglia, siamone fieri!
Avete dovuto a causa del tremendo coronavirus rimandare Capitoli provinciali e generale. Tutto però è Provvidenza, anche questo tempo di attesa, e di discernimento prolungato. Il tempo della nostra vita lasciamolo al Signore e non impossessiamocene come se fosse unicamente nostro. Tutto è di Dio anche il tempo che ci viene messo a disposizione per salvarci attraverso la carità.

A noi il compito di viverlo bene; mentre il per quanto e il dove, solo Lui lo sa, e a noi basta!
Grazie care Sorelle per la testimonianza e il servizio che compite. Con la vostra presenza rendete più bella e attraente la nostra vocazione guanelliana e la nostra premura perché nessuno resti indietro e sia solo e dimenticato…
Suor Chiara ottenga per ciascuna di voi benedizione, protezione e coraggio di continuare a spendervi per il bene del mondo intero.
Beata Suor Chiara intercedi per tutti noi figli e figlie di san Luigi Guanella.

Roma 20 aprile 2020 – Festa di suor Chiara Bosatta

Padre Umberto e i SdC

 

Omelia del Padre generale per la Inaugurazione della nuova Provincia dell’America latina

Omelia del Padre generale nel Santuario Nossa Senhora do Perpetuo Socorro, in Porto Alegre, per la Inaugurazione della nuova Provincia dell’America latina, Nostra Signora di Guadalupe.

2 de fevereiro de 2020 - Celebração em Porto Alegre
Celebramos hoje a Festa da Apresentação de Jesus no templo por José e Maria e, ao mesmo tempo, rezamos pelo início do ministério de autoridade do Conselho da nova Província Nossa Senhora de Guadalupe, que foi constituida na vigilia do Natal passado. O provincial, Padre Ciro e seu vigário, Padre Alfonso, de fato, em breve, farão a profissão de fé exigida pela igreja e por nossas regras ao assumir esse dever.
Com vocês, gostaria de comentar três palavras da liturgia desta alegre festa.
Iluminados - Obedientes - Doados. São três palavras que se referem à Família de Nazaré, mas que nesta noite, nessa circunstância, também se tornam um desejo para o novo Conselho e para toda a nova Província Nossa Senhora de Guadalupe.
ILUMINADOS
É uma festa que lembra a época de Natal que acabou de terminar. Maria e José, jovem casal assustado da Galiléia, oito dias após o nascimento de seu primogênito, cumprem o preceito da Lei da circuncisão, um forte sinal na carne que atesta a pertença do povo de Israel ao Deus revelado a Moisés. Um sinal que consagra toda vida ao Deus que o deu. Maria e José, iluminados pela lei e pela Palavra de Deus, se comportam como todos os outros homens e mulheres da terra. Mesmo neles, a necessidade da lei se faz sentir como uma norma de vida.
Qual o primeiro desejo que podemos fazer ao novo Conselho Provincial e a toda Província Nossa Senhora de Guadalupe? Permitam-se sempre serem iluminados pelo Espírito. Sejam homens, religiosos, superiores que colocam o discernimento, a oração, ouvindo a vontade de Deus como elemento de segurança em seu ministério de autoridade. Dúvidas, incertezas surgirão, vocês se encontrarão em encruzilhadas de diferentes escolhas a fazer: deixe que a luz de Deus sempre escolha um caminho em vez de outro. Na indecisão, deixe espaço para súplicas ao Espírito para esclarecê-lo sobre o que é melhor fazer. Durma nele se puder, porque à noite, em silêncio, em solidão, Deus fala e responde às nossas necessidades.
OBEDIENTES
A segunda palavra é obedientes. Esse comportamento de José e Maria sempre me fascinou. Um gesto de obediência a Deus, mas também às leis, às tradições dos pais, à cultura religiosa de sua terra, de seu povo. Eles podem pensar que são superiores às Leis, que não precisam delas, porque seguram nos braços Aquele que deu a Lei e que, misteriosamente, decidiu se tornar um homem. Mas não, eles vão ao templo como qualquer casal, fazem esse gesto sem fazer muitas perguntas. É Deus quem quer! E eles continuam sendo executores fiéis de sua vontade, de seu projeto. Sem orgulho, com total humildade!
O segundo desejo que queremos fazer para o novo Conselho nesta noite, é precisamente construído sobre essa atitude de obediência. Os superiores não estão acima da lei, acima das regras que outros são chamados a observar. As Constituições, as Regras, são a carta magna de crescimento para todos os religiosos guanellianos, independentemente da tarefa a que foram chamados. Desejamos que vocês sempre antecedam os outros coirmãos com o bom exemplo, não externamente, mas, apaixonados e de coração à nossa Regra. Fale mais as suas vidas do que as suas palavras. O Fundador, São Luis Guanella, entregando o texto das Constituições em 1908, disse aos coirmãos: “Pegue este livro que a Providência divina lhe oferece: é o caminho que leva à vida. Receba com carinho de fé e caridade; ame-o e, como a Virgem Maria, confiante em Jesus, guarde todas as suas palavras meditando-as em seu coração. Seja forte e não tenha medo: o Senhor não o abandonará, ele não o deixará sozinho. Ele próprio será o seu guia. Quanta força e consolo encontramos para todos nós nessas palavras de Don Guanella. Às vezes, obedecer nos custa, mas nos identifica a Cristo, obediente ao Pai.
DOADOS
A terceira palavra que tiramos da sagrada família de Nazaré é "doados".
Jesus é oferecido ao Pai por José e Maria, é dado imediatamente e esse gesto se repetirá infinitamente em sua vida luminosa. Jesus é e continua sendo um presente, torna-se um dom para o Pai, que o torna um dom para a humanidade. Também a Eucaristia que celebramos é um dom, um sacrifício de Jesus ao Pai, todos os dias, por nós.
Hoje, nesta lógica do dom, desejamos fortemente tornar nossa pequena vida uma oferta a Deus, recebemos dele, queremos dar a ele: o que somos é útil para a realização do Reino, ajuda-nos a fazer de cada gesto cotidiano, um ato consciente de amor a Deus e seu plano de salvação. Deus não será mais capaz de nos salvar ou salvar o mundo sem a nossa colaboração.
O próprio Jesus nos três anos de seu ministério público se comportará da mesma maneira, sem rejeitar as prescrições rituais, sem se colocar acima da tradição religiosa de seu povo, sem ser anarquista, mas vivendo com autenticidade e verdade as regras da Torá.
Muitas vezes aqueles que tentam viver com maior intensidade e verdade a fé, se sentem "melhores" do que aqueles que, em vez disso, a vivem sem grande envolvimento. A tentação, no entanto, é construir uma fé que despreze as devoções, tradições, os caminhos usuais da santidade, os das pessoas comuns que ainda enchem nossas igrejas todos os dias. Não devemos ignorá-los, evitá-los ou condená-los. Em vez disso, Maria e José sugerem que os preenchamos com verdade e valor com o nosso testemunho de vida.
O terceiro desejo, portanto, que fazemos ao novo Conselho é simples, sugere o próprio Fundador: preocupe-se com todos; ninguém fica para trás na vida, ninguém fica fora do seu coração. Seja mais misericordioso do que justo! Lembre-se de quanto a igreja nos deixou no Decreto de aprovação de nossas Constituições, em 22 de março de 1986: vocês são enviados para aqueles como o paralítico do Evangelho, para aqueles que podem lhe dizer: Eu não tenho ninguém que cuide de mim. Por tudo isso, diz Don Guanella no Regulamento de 1905: “É necessário dar mão, mente e coração, para se tornar vítima, porque está escrito que o bom Pastor dá a vida por suas ovelhas e nelas a imagem de Cristo é mais evidente. ".
Muitas felicidades Pe Ciro, queridos irmãos do novo Conselho, muitas felicidades para a Província Nossa Senhora de Guadalupe; Que se diga de vocês no futuro: aqui está o milagre vivo da presença de Cristo entre nós. Boa viagem!

Signore tu mi conosci, mi hai posto nella tua mano!

Alla vigilia della Solennità della Madonna Madre della Divina Provvidenza vi giunga, care Sorelle, l’augurio affettuoso e grato di tutti i Servi della carità.
Siamo consapevoli del momento particolare che state vivendo come Congregazione e per questo mi piace ricordarvi il ritornello del salmo proclamato quest’oggi nella liturgia: Signore tu mi conosci, mi hai posto nella tua mano! Sì desideriamo per tutte voi la protezione materna del Signore attraverso sua Madre Maria.
Lui conosce ciascuna di voi, conosce le necessità, le gioie e le speranze delle vostre comunità e delle vostre case, conosce la situazione della salute di Madre Serena, conosce il percorso che avete dovuto iniziare per dare alla vostra Congregazione una guida sicura e forte nel cammino che state compiendo. Conosce tutto e non vi ha lasciate sole!
Siete, come ci ha detto il salmo questa mattina, nella sua mano!
Che sicurezza Sorelle! Che posizione di privilegio! A Lui nulla sfugge e niente è sconosciuto. Il suo maggior impegno quotidiano è quello di tenerci nel palmo della sua mano e guardarci e preservarci e parlarci con affetto di Padre. Quanto è mai vero, allora, care Sorelle il messaggio di Paolo: “Quando sono debole è allora che sono forte!”. Vivete nella debolezza delle situazioni contingenti, ma siete forti perché nella mano di Dio. Questo vi dà pace e serenità.
Auguri care Sorelle! La Madonna Madre della Divina Provvidenza, dice don Guanella, tiene tra le braccia la Provvidenza incarnata, e il salmo, questa mattina ci conforta col dirci che anche noi siamo nella mano di Dio, il Padre Buono e misericordioso, sotto il suo sguardo.
Sentiteci Fratelli coinvolti nel vostro discernimento e cammino, uniti a voi nella preghiera e nella testimonianza di quell’unico carisma che ci lega profondamente nella esperienza di dar continuità creativa e appassionata ad un dono ricevuto insieme dallo Spirito.
Esprimiamo gratitudine e affetto per ciascuna di voi e per la missione che state compiendo. Grazie!
La Madonna Madre della Divina Provvidenza vi protegga e sostenga nella vita.

Roma, 12 novembre 2019 – Solennità della Provvidenza

P. Umberto e Servi della Carità.

Coraggio! Coraggio, nella Festa di San Giuseppe

 

Un saluto affettuoso a tutti. Coraggio!
Nella Festa di San Giuseppe vi giunga dal Consiglio generale un incoraggiamento che trae forza e verità dalla protezione sicura del santo Patrono della Chiesa e della nostra amata famiglia guanelliana. Stiamo uniti nella preghiera che "salverà il mondo". In attesa di vivere la Risurrezione del Signore e la liberazione da questa piaga che infesta il nostro mondo, un fraterno saluto e augurio a tutti specie ai malati.

In allegato il Rosario che la CEI ha invitato a recitare domani sera alle ore 21.00, nella Festa di san Giuseppe, in tutte le case d'Italia. Sicuramente molti già l'avranno. Coinvolgete anche altri nella
convinzione che sarà la preghiera, il ritornare dell'uomo a Dio che ci libererà da tutti i mali.

Avanti con coraggio e tanta prudenza. Con affetto fraterno per tutti. Ciao!

Don Umberto e il Consiglio generale dei SdC.

 

In comunione di preghiera con le nostre Suore FSMP

 

“Eterna è la sua misericordia”
Salmo 135


Carissime Suor Neuza e FSMP,
dopo aver ricevuto ieri la vostra delicata comunicazione circa l’attuale situazione in cui vi trovate per le alterne vicende di salute di Madre Serena, a nome di tutta la Congregazione, rivolgo con affetto a te, alle sorelle del Consiglio generale e a tutte le Figlie di Santa Maria, il saluto dei Servi della Carità, unito alla certezza che in tutto il mondo si sta trasformando in preghiera per voi quello che è il fatto del giorno.
Mai come in quest’ora ci uniamo ai vostri sentimenti e facciamo nostra la vostra preoccupazione, da buoni fratelli.

Subito dopo aver letto la lettera di ieri a noi indirizzata, nella preghiera dei Vespri, mi sono fermato sul Salmo 135, che si pregava ieri e che incontriamo spesso nella liturgia delle ore. Il Salmo che canta la misericordia del Signore in modo martellante, e che gli ebrei chiamavano “il grande hallel” cantandolo al pasto di Pasqua.
“Eterna è la sua misericordia...eterna è la sua misericordia...eterna è la sua misericordia”.
Non siamo mai fuori dal suo amore, succeda quello che succeda, questa la prima verità da interiorizzare, non ci sono eventi che scappano dalla sua mano e possano solo ferirci. Anche ciò che ci fa piangere e sanguinare ha il suo risvolto di benedizione, perché Dio ha solo amore per noi e solo quello può darci.
Solo amore e per sempre, nel senso che anche quello che verrà sarà misericordia per voi, per noi, per tutti.

Penso anzitutto a Madre Serena che ora è chiamata alla sua funzione di guida nel punto più sublime, quando la forza viene meno e fa tutto il Signore. Fino a mezzanotte ci pensava lei, fino a che il corpo e la mente glielo hanno consentito, da figlia autentica di don Guanella, ma ora Dio lavora a tutto campo e voi non siete senza guida. Suor Serena guida ancora la Congregazione, nell’umiltà della pazienza e negli slanci d’amore verso il Signore amato, scelto, seguito per una vita, dal quale ha accettato sempre ogni programma, fino al giorno in cui, sorprendentemente –come disse lei stessa nella sua elezione- gli chiese il compito della guida.
Il tempo peggiore, nella nostra storia di famiglia guanelliana, si è sempre rivelato, alla lunga, il tempo migliore e Dio si sta facendo spazio in te, Madre Serena, perché tu possa sentire la forza dolce e bella dell’unico bene. Tutti i Servi della Carità sono per te e con te, memori e grati del bene ricevuto da te e dalle tue Sorelle.

Penso a voi, Figlie di Santa Maria, che vivete la precarietà di questo momento rimandando scelte e decisioni, affrontando le prove quotidiane nella debolezza delle risorse, vivendo le feste che la vita chiede di celebrare con la voglia di digiuno nel cuore. La storia di questi giorni attorno alla vostra Madre non costituisca una caduta di tono, un blocco, quasi la sospensione della vita normale, ma la scoperta delle consolazioni di Dio nelle contrarietà. Ecco vi direi, da fratello e amico, cercate di recepire la contrarietà di quest’ora alla luce della misericordia. Quale regalo porta con sé questo momento?
Vi illumini l’esperienza del Fondatore a Olmo, quando si dedicò alla preghiera e allo studio in modo ancora più intenso che nel passato per non lasciare la porta aperta allo scoraggiamento e non dare partita vinta al male. Tristezza, ma tristezza attiva, nell’offerta totale.

Penso ai giorni che verranno, a tutta la luce di cui saranno portatori per voi, per noi, per tutta la famiglia guanelliana. Inviterei a disporci a viverli coi sentimenti di Suor Chiara nella fase forse più mistica della sua vita, intrecciando dolore ed estasi, quando diceva di non avere la forza per pregare, ma di non saper stare senza pregare. Ansiosa e preoccupata di non saper pregare forse visse la stagione più alta della sua relazione con Gesù.

Ai Servi della Carità chiedo l’unione di preghiere al massimo dei gradi. Le nostre Sorelle sentano che ci siamo e che la loro storia è storia nostra.
Auguri anche a te suor Neuza e al Consiglio generale. Lo Spirito vi guidi a discernere la sua volontà e ad applicarla con fede e coraggio nel “tremendo quotidiano” (PaoloVI).
In Charitate Christi.

Roma, 17 settembre 2019

Padre Umberto e Servi della carità.