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CENTRO DON GUANELLA, ANCHE OSPITI “ESTERNI” NEL REPARTO DEDICATO AL COVID E DISABILITA'

 

Sono attesi da oggi (9 dicembre) i primi ospiti “esterni” nel reparto Covid della Casa San Giuseppe del complesso Don Guanella a Roma, il primo reparto Covid autorizzato e accreditato dalla Regione Lazio per pazienti con grave disabilità intellettiva. Nato per gli ospiti della struttura dedicata alla diagnosi e alla cura della disabilità mentale, da oggi accoglierà anche persone provenienti dalle proprie abitazioni o dimesse dagli ospedali ma non in grado di trascorrere l’isolamento a casa.
“Vogliamo continuare ad essere una porta aperta sulla città. Per questo abbiamo risposto ad un’esigenza del territorio nel solco del carisma del nostro fondatore: fare il bene ogni volta che è possibile”, spiega in un’intervista al Sir don Fabio Lorenzetti, direttore del Centro di riabilitazione per disturbi del neurosviluppo del Don Guanella, che con le sue quattro case accoglie giovani e adulti con disabilità mentale dedicandosi alla loro cura, assistenza e riabilitazione in regime residenziale e e semiresidenziale, e segue in regime ambulatoriale una settantina di bambini e bambine. Il reparto Covid, spiega il direttore operativo Francesco Cannella, nasce dopo l’esperienza maturata con un ospite con grave disabilità intellettiva, inviato in ospedale perché positivo al Covid, con l’accordo che rimanesse in ospedale, una volta stabilizzate respirazione e condizioni cliniche, per completare la quarantena. Superata la fase acuta, questo paziente ha smesso di mangiare e di bere. Di qui la decisione di organizzare un reparto ad hoc con medici h24 per riaccoglierlo e accogliere altri casi come il suo, che poi si sono puntualmente verificati. “Noi – prosegue Cannella – interveniamo quando la rete ospedaliera ha fatto la sua parte, ha stabilizzato gli aspetti legati alla saturazione e all’infezione in sé ma il paziente rimane positivo e bisogna gestirne l’isolamento”, molto difficile da accettare per questi disabili.

 

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(Fonte AGENSIR)

SOLIDARIETA': UN PROGETTO DI AGRICOLTURA SOCIALE PER RAGAZZI CON DISABILITA'

 

“Seminiamo opportunità. L’agricoltura che crea comunità e integrazione sociale” è il titolo di un progetto promosso dall’Associazione Semi di Pace di Tarquinia (Vt) e finanziato dalla Fondazione Carivit attraverso il bando “Welfare di comunità”. Il programma, presentato nei giorni scorsi, si propone di incrementare i livelli di inclusione sociale di un gruppo di giovani con disabilità fisica e intellettiva, residenti nel Comune di Tarquinia e in quelli immediatamente limitrofi, attraverso il loro coinvolgimento in attività di micro agricoltura sociale”, spiegano dall’associazione Semi di Pace. La sede delle attività è la Cittadella della onlus, che si trova alla periferia di Tarquinia. Due giorni a settimana, i destinatari del progetto sono impegnati all’interno di uno degli orti solidali presenti nella struttura, sotto la supervisione di un operatore e di un gruppo di volontari. “L’area ospita già al suo interno sei appezzamenti di terreno in utilizzo a famiglie indigenti residenti nel comune di Tarquinia, in prevalenza anziani o persone che hanno perso il lavoro, perché possano incontrare nuovi stimoli e acquisire nuove capacità spendibili nel mercato occupazionale”, aggiungono da Semi di Pace. “Grazie al contributo della Fondazione Carivit è stato possibile affidare uno di questi fazzoletti di terra alla gestione dei giovani con disabilità e nei prossimi mesi si procederà con la riattivazione di una serra per la coltivazione di prodotti biologici e la produzione di piante, fiori, erbe aromatiche e piantine di ortaggi da seme”, concludono.

(Fonte AgenSir 09 gennaio 2021)

A questa intuizione, valida ancora oggi, era arrivato già don Luigi Guanella 120 anni fa!

 

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Open day Istituto san Giuseppe al Trionfale Scuola dell'Infanzia e Primaria

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NUOVA ORDINAZIONE A KINSHASA

 

Oggi 21 novembre 2020 ci sarà l'ordinazione sacerdotale di don Gabriel Umfinama a Kinshasa, Africa. Sarà ordinato sacerdote presso la parrocchia Maria Ausiliatrice a Kinshasa da mons. Carlos Ndala, vescovo ausiliare di Kinshasa. Preghiamo per questo nuovo prete guanelliano.

 

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