Messaggi ed interviste

Messaggio da Padre Bakthis

Messaggio da parte di Padre Bakthis, Confratello nella Casa Vocazionale in Romania, di passaggio in Curia Generalizia

 

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Messaggio da Padre Mauro Vogt

Messaggio da parte di Padre Mauro Vogt, Superiore Provinciale della Provincia Santa Cruz

 

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Messaggio da Padre Carlos Blanchoud

Messaggio da parte di Padre Carlos Blanchoud, Superiore Provinciale della Provincia Cruz Del Sur

 

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Messaggio da Padre Marco Grega

Messaggio da parte di Padre Marco Grega, Superiore Provinciale della Provincia Sacro Cuore

 

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Messaggio da Padre Soosai Rathinam

Messaggio da parte di Padre Soosai Rathinam, Superiore Provinciale della Provincia Divine Providence

 

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Messaggio da Padre Fabio Lorenzetti

Messaggio da parte di Padre Fabio Lorenzetti, Superiore Provinciale della Provincia Romana San Giuseppe

 

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Messaggio da Padre Alfonso Martínez

Messaggio da parte di Padre Alfonso Martínez, Superiore Provinciale della Provincia Nuestra Señora de Guadalupe

 

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Ai Laici Guanelliani - MLG

“Non dimenticate la vostra altissima missione”

Carissimi\e fratelli e sorelle, laici guanelliani.
Mi rivolgo a voi in occasione della celebrazione della Giornata Mondiale Missionaria nel cui contesto cinque anni fa papa Benedetto proclamava don Guanella ‘Santo’, additandolo alla Chiesa e al mondo intero come “profeta e apostolo della carità”. Che bella provvidenziale coincidenza: Celebrare insieme la festa della Missione e quella del nostro Fondatore. Quando guardiamo a lui come ‘nostro’, esultiamo di gioia sapendo che appartiene in realtà a una famiglia che continua a crescere nel mondo e a espandersi , presente adesso in tutti i cinque continenti dove il carisma e la carità guanelliana fanno respirare a migliaia di poveri e di emarginati la gioia di una dignità umana riscoperta, di una speranza che rifiorisce, soprattutto di una consolante esperienza di essere accolti, abbracciati, rispettati come figli e figlie di un Padre che nessuno dimentica e che di tutti si prende cura con tenerezza e fedeltà sconfinate.
E’ bello e importante per tutti noi che ci riconosciamo partecipi, in modi e luoghi diversi, della famiglia guanelliana vivere questa celebrazione come occasione per rendere grazie e allo stesso tempo risvegliare in noi dedizione e senso di responsabilità.
Fare memoria di quanto il Signore ha operato nel Fondatore e di come lui si è lasciato totalmente plasmare e trasformare dallo Spirito in icona viva di Gesù buon samaritano del Padre, significa divenire più consapevoli in questi giorni anche di quanto la Provvidenza continua a fare tra noi oggi, nelle nostre comunità, servendosi di ciascuno, anche delle nostre fragilità e della nostra imperfetta collaborazione. Pensiamo al dono dei cinque servi della carità ordinati diaconi in Kinshasa, Congo, proprio oggi alla vigilia della Festa della missione e di don Guanella…
Pensiamo alle nuove frontiere di espansione missionaria delle nostre sorelle guanelliane nell’Amazzonia brasiliana e in Kinshasa,Congo; o a quella presenza che continua con coraggio e in silenzio a Kabul, nella martoriata terra dell’Afghanistan. Pensiamo ai confratelli approdati da poco sulle coste delle isole Solomon al largo dell’Oceano Pacifico in Melanesia. Pensiamo ancora alla nuova tenda della carità che si sta aprendo in Tanzania e ai progetti di bella collaborazione della famiglia guanelliana in Romania…
Carissimi fratelli e sorelle, accennando a queste luci accese dalla Providenza più di recente sulla mappa del nostro mondo missionario, non vogliamo dimenticare che accanto ai religiosi e religiose, e talvolta in posizione di avamposto, c’è la ricca varietà di testimonianza al carisma data dal Laicato Guanelliano nelle sue molteplici espressioni e impegni, dai cooperatori ‘’già professi’ a quelli ‘in formazione’, fino a includere chiunque in modi diversi si senta ‘in movimento ’ col nostro Santo, vicino e partecipe dello spirito e della passione che bruciava nel suo cuore e si esprimeva nei suoi gesti e nelle sue opere.
Lasciatemi alludere a un’immagine che è fresca nella mia memoria perché legata a un’esperienza di qualche settimana fa: Il pellegrinaggio di una cinquantina di cooperatori e membri del Movimento Laicale Guanelliano venuti da lontano, da Manila nelle Filippine, pellegrini nella terra di Gesù, sui passi dell’Emmanuele... da Nazareth a Gerusalemme, con nel cuore ancora vivo il ricordo del cammino da molti di loro compiuto nell’ ottobre 2011, sui passi di don Guanella… da Fraciscio a Como…
Due luoghi distanti e separati ma un solo itinerario, una sola Guida, un comune punto di partenza, una stessa esperienza di cammino da fare insieme, una stessa attenzione a non lasciare indietro nessuno, una stessa passione nel cuore, una stessa meta verso la quale orientarsi, passo per passo, al ritmo del canto “andiamo al Padre!”
Carissimi tra quei pellegrini c’eravate anche voi, ci siamo tutti, ciascuno chiamato\a per nome là dove si vive quotidianamente l’avventura umana, cristiana e guanelliana, dentro una concreta realtà e con una specifica modalità…
Sentiamoci rivolgere personalmente e risuonare nei nostri gruppi un rinnovato appello. Viene da Lui, il nostro Dio permanentemente ‘in missione’, il Dio della storia, fatto carne nel Figlio; “il Dio benigno, attento, fedele che si fa prossimo a chi è nel bisogno per essere vicino a tutti, soprattutto ai poveri; che si coinvolge con tenerezza nella realtà umana proprio come farebbero un padre e una madre nella vita dei loro figli (Cfr. Ger.31,20) (Francesco, Messaggio GMM ,2016)
Di Lui si fa di nuovo eco oggi papa Francesco:” Siamo tutti invitati ad ‘uscire’, come discepoli missionari, ciascuno mettendo a servizio i propri talenti, la propria creatività, la propria saggezza ed esperienza…uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del vangelo” (Messaggio per la GMM, 2016)
Una chiamata e una urgenza che Don Guanella fa sua e di nuovo affida a noi sua famiglia:
“Non dimenticate per un solo istante la vostra altissima missione”
“Fare vedere con occhio e toccare con mano che Dio esiste e provvede da buon padre ai suoi figli…mostrare coi frutti di zelo che solo la carità di Gesù Cristo è tesoro celeste, vera medicina alla infermità umana e provvidenza alle miserie crescenti”
“Siate fuoco e fiamma nel cuore, negli occhi, nella persona tutta.”.
“E non solo in casa e con le persone di casa dovete spiegare ardore di carità, ma specialmente fuori di casa dove per ventura maggiore è il bisogno e più urgente il soccorso.”
“E’ necessario che le opere della Divina Provvidenza non vivano troppo isolate, ma partecipino il loro spirito come la loro azione all’intorno perché la loro natura è espansiva.”
Potremmo noi accontentarci,” assisi nel posto della nostra quiete, contemplare la terribile bufera che sconvolge il mondo, osservare da quale parte tira il vento, numerare le barche sommerse, senza inviare delle barche, senza gettare corde, senza nemmeno stender la mano a tanti infelici naufraganti? (La Divina Provvidenza,1896, p. 11)
Carissimi, a noi tutti raccogliere continuamente la sfida che il Fondatore ci lancia.
Grazie fratelli e sorelle, ’in movimento’ come laici guanelliani, per quello che siete e che fate. In Italia dove la prima barca si è staccata da riva e dove la prima corda è stata lanciata a tanti poveri... Grazie a voi sparsi in Europa, nelle Americhe e, più di recente in Asia, Africa e …Oceania.
Questo è l’augurio che ci scambiamo: possa la gente che ci incontra e che ci vede all’opera, poter dire anche di noi quello che esclamava incontrando i discepoli del Cottolengo: “Ecco una scintilla della carità di Gesù Cristo che si è trasfusa nel cuore dei fedeli suoi servi!” (Andiamo al monte della felicità, pp. 48-49)
In Omnibus Charitas! In comunione fraterna.

Don Luigi De Giambattista, sdc
Referente MLG nel consiglio generale
Roma, 22 Ottobre,2016