Il 20 aprile 1887, nella casa parrocchiale di Pianello Lario (Como), si spegneva a soli ventotto anni suor Chiara Bosatta.
In apparenza, la cronaca di una fine oscura: una giovane donna di salute fragile, vissuta lontano dai grandi palcoscenici della storia, in un’epoca che offriva scarse opportunità alle figure come la sua. Eppure, quella che sembrava una parabola destinata all’oblio è diventata, per la Chiesa e per la Famiglia guanelliana, una pietra angolare.
Chiara non disponeva di mezzi, influenza o salute. La sua stessa vocazione aveva conosciuto l’umiliazione del rifiuto. Ma è proprio in questa “piccolezza” che si è innestata la pedagogia di Dio: fare grandi cose attraverso umili strumenti; “Dio sceglie ciò che è debole per confondere i forti” (1 Corinzi 1:27).
Ci uniamo in comunione di preghiera alle nostre consorelle, le Figlie di S. Maria della Provvidenza.
Si sta avviando alla conclusione la visita in RDC del Superiore generale, p. Umberto Brugnoni, accompagnato da p. Vitus Unegbu consigliere generale.
Lunedì 30 marzo c’è stato l’incontro con il cardinale Fridolin Ambongo Besungu, attuale Arcivescovo di Kinshasa.
La S. Messa e il pasto fraterno hanno poi concluso questi giorni intensi durante i quali si è potuto toccare con mano e ascoltare le fatiche e le speranze circa la nostra presenza e missione in terra congolese.





La sera del 24 marzo 1908, nella chiesa del Sacro Cuore a Como, don Luigi Guanella e un gruppo di sacerdoti suoi collaboratori emettevano i primi voti semplici perpetui come Servi della Carità.
Ricorda don Leonardo Mazzucchi, che sarà poi il suo secondo successore: «In quell’ora tarda, mentre il silenzio misterioso della notte faceva pulsare con insolita gagliardia i nostri cuori […] Don Luigi Guanella disserrò il labbro alla sua parola umile, buona, semplice: ma non parlava la sua bocca, parlava […] il suo cuore grande, la sua anima santa […]. Quando lo udimmo ringraziarci per avergli dato modo coll’accogliere il suo invito e metterci al suo seguito, di stringere dinanzi a Dio quei vincoli benedetti […]; oh! allora il nostro cuore non ne poté più, e versammo lacrime di amore, di tripudio santo, di pentimento, di riconoscenza che ci segnarono nell’anima un solco da non cancellarsi mai».
Si sono conclusi i tre giorni a Bergamo per il 5° Convegno nazionale sulla pastorale delle persone con disabilità, promosso dal Servizio della Conferenza Episcopale Italiana. Al centro il progetto di vita come cambio di paradigma. Suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio CEI: "La Chiesa può essere il ponte che accompagna a una dignità di vita". E' intervenuto anche Francesco Cannella, coordinatore nazionale dell’Aris per i disturbi del neurosviluppo e direttore delle attività della Casa San Giuseppe Opera don Guanella in Roma.
Dal 17 al 19 marzo presso il St. Joseph's Minor Seminary di Cuddalore (India) è stata organizzata dalla Divine Providence Province la scuola guanelliana che ha visto la partecipazione di confratelli e consorelle, come anche del vicario generale p. Soosai Rathinam.








Ringrazio il Signore e il mio confratello p. Fabio Pallotta per avermi invitato a vivere la mia quarta Assemblea della Delegazione S. Luigi Guanella con la presenza di ben 32 confratelli provenienti dalle missioni guanelliane sparse in Spagna, Romania, Polonia, Germania.
Sono state giornate ben animate nella preghiera, nella conoscenza di fr. Giovanni Vaccari e di toccanti testimoniane caritative.
Sono stato colpito nella visita della città di Torino il riascoltare la testimonianza evangelica e d’attualità dei Santi Giuseppe Benedetto Cottolengo, davvero vero uomo prodigio di iniziative caritative; di S. Giovanni Bosco, amico di don Guanella che faceva consistere la santità nello stare molto allegri e di Gianni, un educatore del Sermig fondato dal laico francescano Ernesto Olivero con l’attuale slogan “la bontà è disarmante”.
Nella nostra assemblea svolta nella casa guanelliana di Barza d’Ispra, abbiamo invitato ed intervistato il nostro confratello don Marco Grega, esperto di vita religiosa e di Governo, su vari temi della vita religiosa guanelliana e sulle nostre odierne Comunità “meticce” sparse in 24 nazioni.
Nel pomeriggio del 12 marzo abbiamo ancora ascoltato con molto interesse e stupore la testimonianza di don Domenico Scibetta, direttore della Casa di Barza e P. Maestro, di p. Agostino Frasson, mio grande amico, e di p. Leo Bigelli sulle nuove frontiere guanelliane… Davvero “fermarsi non si può…”
Chiudo questo articoletto, memoriale di questi giorni lieti e fraterni, con il mio artistico motto: ”Bibidi Bobidi Bu, vince chi ama di più”.
Deo Gratias
Don Arcangelo




Prosegue in Repubblica Democratica del Congo la visita del Padre generale, p. Umberto Brugnoni, insieme a p. Vitus Unegbu, consigliere generale. Oggi visita alla comunità San Giuseppe di Lemba (Kinshasa/Congo)




