Il nuovo numero di «Pagine Guanelliane»: occasione per conoscere e comprendere

di Fabrizio Fabrizi

Lo attestiamo ogni volta che recitiamo il Credo, ma non è solo dogma di fede. La comunione dei santi spesso è anche un fatto storico, concreto e documentato, un’evidenza di incontri provvidenziali, amicizie fraterne e sostegno reciproco tra persone unite dall’amore a Cristo.

In questo senso sono esemplari le vicende ricostruite nel contributo che apre il numero 5 di «Pagine Guanelliane», la rivista storica del Centro Studi Guanelliani. I protagonisti sono Luigi Guanella, Clelia Merloni (1861-1930), fondatrice delle Apostole del Sacro Cuore beatificata nel 2018, e Giovanni Battista Scalabrini (1939-1905), vescovo di Piacenza e fondatore di Missionari di San Carlo canonizzato nel 2022.

Marina Loffredo, già archivista presso la Casa generalizia delle Apostole del Sacro Cuore, documenta una circostanza appena accennata nella storiografia guanelliana, poco nota ma certamente rilevante, che riguarda gli esordi vocazionali della fondatrice delle Apostole. Clelia Merloni fu accolta come novizia da don Guanella nella Piccola Casa della Divina Provvidenza, dove rimase dall’agosto 1892 all’inizio di marzo 1894 facendovi vestizione e professione religiosa. Fu un periodo breve ma determinante sia per la sua formazione, improntata all’apostolato attivo nella devozione al Sacro Cuore, sia per il suo futuro di fondatrice che, nell’incontro successivo con Scalabrini, già compagno di seminario di Guanella a Como, si orientò al servizio missionario.

Nel breve spazio di un articolo, arricchito dalla pubblicazione di immagini e documenti, Loffredo riesce a suscitare curiosità e interesse verso questo “intreccio” di santità, presentando «un iter ricostruito non tanto cronologicamente quanto attraverso immagini topiche, utili a restituirci la cifra luminosa della cooperazione di questi carismi». Madre Clelia mantenne il ricordo e la gratitudine verso don Guanella per tutta la sua vita, che conobbe anche momenti di aspre difficoltà e dolorose incomprensioni, esperienza ben nota a quasi tutti i fondatori e le fondatrici.

Segue poi l’articolo del sacerdote guanelliano Giovanni Russo, che propone una riflessione teologico-pastorale sui testi più significativi degli Scritti per le Congregazioni di Luigi Guanella. La sua “lettura” attualizzante qualifica come «dinamismo evangelizzatore del servizio della carità» il carisma guanelliano. Sorto nel fecondo ambiente lombardo, ma dominato dall’influenza del Cottolengo e di don Bosco, questo dono dello Spirito matura nel riconoscimento della paternità di Dio, rivelata «nel Figlio, nell’amore del suo Cuore per ogni uomo debole, ammalato», e si fa servizio all’integralità della persona trovando nell’Eucaristia, «fiume di grazia e fuoco di carità, [...] non solo la forza interiore ma anche un progetto imperniato sulla testimonianza della presenza di Cristo che si fa più vicino che mai a ogni uomo piagato nel corpo e nello spirito».

Il terzo contributo è dedicato ad Aurelio Bacciarini, figura fondamentale della storia guanelliana, ed è offerto da don Melvinraj Savarimuthu, formatore nel seminario internazionale dell’Opera Don Guanella intitolato proprio al vescovo di Lugano. Egli ne delinea il pensiero teologico sulla vita consacrata utilizzando anche il materiale inedito che da poco è stato versato nell’Archivio del Centro Studi Guanelliani. Viene messa in risalto la sua profonda e intensa «vita spirituale indirizzata lungo due direttrici: una fede incrollabile, che gli faceva leggere tutto alla luce di Dio, e uno zelo instancabile per la salvezza delle anime, rafforzato dalla preghiera incessante e dalla mortificazione».

La sua vocazione fu temprata alla scuola di don Guanella ma rivelò poi anche alcune caratteristiche originali, costitutive di una spiritualità solida e complessa: la dimensione contemplativa e ascetica, la tensione alla continua ricerca di Dio nella solitudine e nel silenzio, lo spirito di penitenza e di mortificazione, la sequela Christi nei Consigli evangelici di povertà castità e obbedienza, vissuti come «la via più generosa e santificante che conduce alla donazione a Dio e alle anime, strada principale dell’unione con Dio e dell’immolazione per lui».

Segue poi una comunicazione di Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della CEI, ripresa dalla conferenza tenuta a Como per la presentazione degli Scritti pubblicistici di Luigi Guanella, che dal 1892 al 1915 fu artefice diretto di una sistematica attività comunicativa attraverso il mensile «La Divina Provvidenza». Ben prima degli attuali codici deontologici, il “giornalista” Guanella dimostra «quanto la sua capacità di interpretazione della realtà e il suo stile giornalistico fossero affini al concetto di professionalità» come oggi è inteso, cioè basato sull’etica del rispetto, in un rapporto di leale e responsabile servizio alla comunità.

Due lucide recensioni chiudono la rivista: la prima, di Carlo Macale, è dedicata a un’ampia galleria di educatori cristiani del ‘900 aperta proprio da don Guanella; nell’altra Stefano Biancotto esamina metodi e prassi di una casa guanelliana per persone con disabilità.

«Pagine Guanelliane» si conferma utile strumento di riflessione e approfondimento, per comprendere che conoscenza puntuale dei fatti e analisi rigorosa dei testi sono fondamento di ogni attività ispirata a Luigi Guanella, nel desiderio di aspirare alla sua santità che tutti sentiamo vicina.

Per richiedere la rivista: centro.studi@guanelliani.it - 06.6637984