Nella calda estate italiana, gli oratori guanelliani, insieme a innumerevoli altre parrocchie e collegi, hanno organizzato i Grest o Centri estivi. Con una medesima stella polare: aiutare i giovani
a vivere l'ideale che ha guidato san Francesco
a cura di don Gabriele Cantaluppi
Vaticano: per far crescere il nostro essere uomini
Ogni anno viene organizzato per i figli dei dipendenti del Vaticano un Grest estivo, che quest’anno ha avuto un visitatore illustre, papa Leone XIV. Il 22 giugno ha incontrato i ragazzi e, tra altre cose, ha detto questo pensiero:
«È molto importante formare le amicizie, trovarci insieme, giocare insieme, magari anche studiare insieme come persone, non come computer o come macchine, come tecno-robot. Siamo esseri umani, persone, ed è molto importante il contatto con gli altri. È molto importante imparare a dialogare, a conversare, a trovarci bene con gli altri, a giocare insieme, e anche a pregare insieme, perché anche se possiamo avere la Bibbia e qualche preghiera nel telefonino, Dio non vuole guardare il telefonino: Dio vuole guardare i nostri cuori, la nostra vita. E quindi essere liberi da queste cose che in sé stesse possono essere divertenti, un aiuto, una cosa bella, però è molto più importante sviluppare il nostro essere umano con l’amicizia, con la conversazione e anche con tutte le cose che state facendo durante questi mesi adesso, qui».
Tra memoria guanelliana e un nuovo volto dell’Oratorio di Sant’Agata
Per comprendere il valore profondo del rinnovamento che oggi anima la comunità di Sant’Agata, occorre partire da Ferentino, “cuore” della Ciociaria, antica cittadina d'arte arroccata su una collina della provincia di Frosinone, lungo la via Casilina. Qui il carisma e l’operosità di san Luigi Guanella misero salde radici oltre un secolo fa, guidati da quel sapiente intreccio di vicende umane e fede che don Guanella riconosceva come impronta sicura della Provvidenza.
A Savogno il “Progetto di vita”, previsto dalla legislazione italiana per le persone disabili, diventa realtà operativa in favore dei “ragazzi” del Don Guanella di Roma. Fiducia e collaborazione sono un filo che unisce l’Urbe con il villaggio alpino
di Maria Mangione e Nicola Parisi
«Eudaimonia - Trova la tua vocazione e sarai felice». È questo il tema dell’edizione 2026 di “Alpeggio che vibra”, durante la quale dieci persone con disabilità intellettiva e autismo hanno trasformato la montagna in un luogo di crescita, autonomia e cittadinanza. E per la prima volta, due di loro hanno sperimentato il valore del lavoro volontario in un rifugio alpino.
Il gesuita cileno sant’Alberto Hurtado ha aperto all’Opera Don Guanella le porte del Cile.
Storie sorprendenti e forse un po’ dimenticate
di Riccardo Bernabei
La storia della presenza guanelliana in Cile comincia dall’invito di padre Alberto Hurtado, secondo cileno a essere proclamato santo, nel 2005, eccezionale tramite della Provvidenza per l’Opera Don Guanella. È difficile descrivere in poche parole la vita e l’opera di questo apostolo appassionato, che nei pochi anni della sua missione lasciò un segno indelebile nella storia della Chiesa cilena e di tutto il Paese.
Da 125 anni la landa del Pian di Spagna si è trasformata in un paese attivo, con al centro la Casa Madonna del Lavoro. Tra i “sogni” di Guanella, questo era il più improbabile
di Riccardo Bernabei
Il 4 novembre 1900, «con stenti e sudori, ma con gioia e plauso universale» veniva inaugurata, «la nuova colonia agricola di Olonio San Salvatore in Pian di Spagna» (L. Guanella, Per gli emigranti, «La Divina Provvidenza», novembre 1900), una delle Opere più iconiche di don Guanella, nella quale la cura pastorale e la missione caritativa si sono inestricabilmente legate alla rinascita di un territorio.
La Casa Sacra Famiglia di Fratta Polesine celebra centocinquant’anni di vita. Affidata da don Guanella alle sue suore, fa splendere la carità nelle terre del Polesine
di Riccardo Bernabei
«La divina Provvidenza si manifestò in modo ben visibile ed efficace nella diocesi di Adria e provincia di Rovigo» Così don Guanella, nella sua autobiografia (Le vie della provvidenza, 2011, p. 148) ricordava gli inizi della Casa Sacra Famiglia a Fratta Polesine L’opera, nata nel 1900, ha appena raggiunto il significativo traguardo dei centoventicinque anni di vita.
Si ricordano i novant’anni di vita della Casa Don Guanella di Barza d’Ispra. Con molte novità che aiutano a
mantenersi nel solco guanelliano
di Sergio Giuseppe Todeschini
Una giornata splendida quella di domenica 31 agosto nella Casa Don Guanella a Barza d’Ispra, dove si sta celebrando la ricorrenza importante dei novant’anni anni di presenza guanelliana nella ridente località del Lago Maggiore. Un’iniziativa aperta al territorio, denominata Festa dell’Incontro, in collaborazione con l’Associazione Orticola Varesina.
Una estate vivace, da Campodolcino a Messina. Nelle parrocchie affidate ai Guanelliani, anche quest’anno si sono svolti i Grest, con tante iniziative educative in cui sono stati coinvolti sacerdoti, educatori, animatori, ragazzi e bambini. Le giornate sono state piene di giochi e passatempi (si è in vacanza!) ma con un’attenzione sempre accesa sul compito educativo. Nel Grest i genitori hanno trovato un aiuto nella custodia dei figli nelle prime settimane libere dalla scuola; allo stesso tempo il Grest è un’opportunità preziosa per attuare il compito formativo di una comunità cristiana
a cura di don Gabriele Cantaluppi