Tra memoria guanelliana e un nuovo volto dell’Oratorio di Sant’Agata
Per comprendere il valore profondo del rinnovamento che oggi anima la comunità di Sant’Agata, occorre partire da Ferentino, “cuore” della Ciociaria, antica cittadina d'arte arroccata su una collina della provincia di Frosinone, lungo la via Casilina. Qui il carisma e l’operosità di san Luigi Guanella misero salde radici oltre un secolo fa, guidati da quel sapiente intreccio di vicende umane e fede che don Guanella riconosceva come impronta sicura della Provvidenza.
La tradizione guanelliana ha trasmesso il ricordo del suo arrivo fortuito nel giugno del 1907, con un treno preso per sbaglio e un provvidenziale incontro alla stazione ferroviaria tra don Guanella e padre Alfonso Bianconi, nipote dell'allora vescovo diocesano Domenico Bianconi. Effettivamente la curia diocesana cercava da tempo una congregazione religiosa che potesse subentrare ai frati Minori dell'Osservanza nella cura della storica chiesa di sant’Agata e dell'annesso Orfanotrofio maschile Macioti. Fitte trattative epistolari e i primi sopralluoghi sfociarono nell’autunno del 1908 nell'arrivo dei primi religiosi Guanelliani e nella stipula della prima convenzione. Da quel seme nacque la Casa Divina Provvidenza, un presidio di carità viva per fanciulli, anziani e persone con disabilità.
Ma il cammino dell’Opera guanelliana a Ferentino è stato segnato anche dal calvario della distruzione bellica. Il 24 maggio 1944 un drammatico bombardamento aereo colpì duramente l’area, radendo al suolo la Casa e devastando la chiesa parrocchiale. Tra le macerie e la polvere svettavano, miracolosamente intatti, soltanto il campanile romanico, il simulacro dell'Immacolata e un venerato crocifisso ligneo del Seicento. Di fronte al rischio concreto di un addio definitivo, prevalse la solidarietà evangelica. L'allora vescovo diocesano Tommaso Leonetti aprì immediatamente le porte del Seminario per dare asilo agli orfani, alle suore e ai confratelli, determinato a non permettere che la città perdesse il patrimonio di bene seminato dai Guanelliani.
Superata l'emergenza, la ricostruzione fu avviata con coraggio e spirito pionieristico sotto la guida instancabile di don Angelo Lecchi, che il 3 novembre 1946 celebrò la posa della prima pietra. L'8 settembre 1947 la chiesa venne canonicamente eretta a parrocchia, affidata a don Luigi Romanò. Nonostante che l'attività convittuale si sia conclusa nel 1971, i Servi della Carità non hanno mai interrotto la loro missione a Ferentino, continuando a custodire le anime, a sostenere i bisogni del territorio e a formare generazioni di giovani.
Oggi la parrocchia di Sant’Agata conta circa tremila abitanti ed è una realtà pulsante: dal gruppo giovani M2G all’Azione Cattolica, dalla Pia Unione dell'Immacolata alla Caritas, dalle Cooperatrici Guanelliane ai ministranti, fino al coro polifonico "Cantiamo al Signore con gioia". In questo tessuto comunitario, l’oratorio rappresenta da sempre il fulcro dell’azione pastorale giovanile, lo spazio libero e accogliente in cui la fede si traduce in educazione, fraternità e gioco.
Proprio per dare nuova linfa a questo mandato, sabato 30 maggio 2026 si è scritta una delle pagine più gioiose degli ultimi anni, in concomitanza con la chiusura dell'anno pastorale e catechistico e alla vigilia della solennità della Santissima Trinità. La comunità si è ritrovata per una solenne celebrazione presieduta dal superiore provinciale dell’Opera Don Guanella, don Alessandro Allegra, concelebrata dal parroco don Juan Manuel Candia Ortiz e dall’ economo provinciale don Salvatore Apreda. La funzione, onorata dalla presenza del sindaco Piergianni Fiorletta, delle autorità civili, dei catechisti e dei tanti bambini della prima Comunione, è proseguita con la tradizionale processione di fine maggio della Madonna Regina degli Apostoli, che dal tempio parrocchiale ha raggiunto il piazzale dell'oratorio.
Qui ha avuto luogo il tanto atteso taglio del nastro: sono stati ufficialmente benedetti e inaugurati due nuovi campi sportivi polivalenti (predisposti per pallavolo, tennis e basket), sottoposti a un completo restyling, per offrire ai ragazzi strutture moderne, belle e sicure. A rendere il clima ancora più festoso è stato il rintocco della torre campanaria, riattivata grazie a un accurato lavoro di manutenzione straordinaria dopo alcuni mesi di silenzio. Un traguardo straordinario reso possibile grazie al costante impegno della parrocchia, del parroco, alla guida del superiore provinciale e alla grande generosità dei benefattori e di tutta la comunità parrocchiale; ognuno con i propri mezzi ha collaborato alla riuscita del progetto.
L'entusiasmo della festa di maggio non è che l'inizio di un cammino di sviluppo più lungo. Lo sguardo della comunità e dei superiori dell'Opera è già rivolto al domani, con un orizzonte ricco di progetti pensati per fare dell'oratorio un centro di aggregazione sempre più dinamico e accogliente per tutte le età.
Un progetto in divenire è il rifacimento del campo in erba, al posto di quello attuale, e la creazione di un'area di parcheggio.
Ma la riqualificazione dei campi sportivi parrocchiali avvia un progetto pastorale più ampio, che prevede di destinare una luminosa sala, un tempo utilizzata dall'ex Asilo Sant'Agata, alla realizzazione di eventi della collettività. Accanto a questo salone sarà approntato un ulteriore spazio, che si vorrebbe utilizzato dagli anziani, i quali in linea con la missione dell'Opera Don Guanella potrebbero trovare occasioni di aggregazione e specifica attenzione pastorale.
Infine permane vivo il desiderio che la Parrocchia Sant’Agata organizzi alcuni servizi a disposizione della Caritas del Vicariato foraneo di Ferentino, individuando lo spazio più adatto per offrire aiuto a chi ne ha bisogno, secondo lo spirito guanelliano.