Nella calda estate italiana, gli oratori guanelliani, insieme a innumerevoli altre parrocchie e collegi, hanno organizzato i Grest o Centri estivi. Con una medesima stella polare: aiutare i giovani
a vivere l'ideale che ha guidato san Francesco
a cura di don Gabriele Cantaluppi
Vaticano: per far crescere il nostro essere uomini
Ogni anno viene organizzato per i figli dei dipendenti del Vaticano un Grest estivo, che quest’anno ha avuto un visitatore illustre, papa Leone XIV. Il 22 giugno ha incontrato i ragazzi e, tra altre cose, ha detto questo pensiero:
«È molto importante formare le amicizie, trovarci insieme, giocare insieme, magari anche studiare insieme come persone, non come computer o come macchine, come tecno-robot. Siamo esseri umani, persone, ed è molto importante il contatto con gli altri. È molto importante imparare a dialogare, a conversare, a trovarci bene con gli altri, a giocare insieme, e anche a pregare insieme, perché anche se possiamo avere la Bibbia e qualche preghiera nel telefonino, Dio non vuole guardare il telefonino: Dio vuole guardare i nostri cuori, la nostra vita. E quindi essere liberi da queste cose che in sé stesse possono essere divertenti, un aiuto, una cosa bella, però è molto più importante sviluppare il nostro essere umano con l’amicizia, con la conversazione e anche con tutte le cose che state facendo durante questi mesi adesso, qui».
Campodolcino: come i cavalieri della Tavola Rotonda
Per tutto l’anno, nell’oratorio di Campodolcino, insieme ai ragazzi delle medie e delle superiori, noi più grandi siamo cresciuti accompagnati dalla storia di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda. E così l’oratorio estivo è stato la bellissima occasione di condividere il viaggio alla ricerca del Graal con i più piccoli. Abbiamo seguito le avventure dei cavalieri per capire come la ricerca del Graal li abbia portati a scoprire sé stessi e il loro compito, al fine di portare pace in Inghilterra. Lancillotto era il migliore, ma era anche troppo superbo per poter trovare il Graal; Parsifal era buono, ma aveva paura di domandare; Bors ha scoperto che il suo compito era quello di portare la notizia del Graal nel regno; infine Gaalad, che era puro di cuore e grato per i doni ricevuti, ha trovato il Graal. Abbiamo tentato di seguire i cavalieri della Tavola Rotonda per crescere come uomini veri. Anche noi, spendendoci per i più piccoli, abbiamo scoperto di più noi stessi. Questo si è visto chiaramente nei “laboratori”, dove, prendendoci cura di quel “pezzetto” che erano i bambini a noi affidati, abbiamo potuto scoprire cose che riguardavano noi stessi. È stato per noi come per i cavalieri della Tavola Rotonda: ogni compito vale perché è finalizzato allo stesso scopo. Voler essere i più importanti è una misura sbagliata; la misura di Dio è che ognuno ha valore. È così anche in oratorio, perché si fa tutto per lo stesso scopo, quello di incontrare Gesù insieme. Questo però non sarebbe possibile senza l’amicizia tra noi grandi e con don Marco, che ci aiuta a scoprire una strada valida prima di tutto per noi. Se non fosse così, non sarebbe possibile mostrarla ai più piccoli.
Agnese
Grosseto: dove i bambini insegnano ai grandi
Nella parrocchia del Sacro Cuore di Grosseto, da qualche anno, propriamente da quando sono arrivati i sacerdoti Guanelliani, il Grest è diventato un appuntamento importante. E anche quest’anno, prima di iniziarlo, noi dello staff e i sacerdoti abbiamo naturalmente fatto varie e scrupolose riunioni, abbiamo creato una efficientissima brigata per le cucine e ripulito a fondo il salone. Abbiamo studiato con attenzione il tema proposto dalla diocesi di Milano “Bella Frà!”, con al centro la figura di san Francesco, e abbiamo organizzato attività laboratoriali connesse ampliando il repertorio dei giochi. C’è stato bisogno di contrattare i pullman che ci avrebbero portati a Vetulonia, la nostra gita “fuori porta” della prima settimana (con la visita al museo e al sito archeologico etrusco). Ci siamo anche preso giorni di pausa dallo studio e ferie dal lavoro per organizzare la giornata con gli altri oratori, prevista dal nostro vescovo nel centro della nostra città. Insomma, ci siamo impegnati parecchio, ma il 15 giugno ci sentivamo veramente pronti per iniziare.
Eppure il Grest (non abbiamo paura di dirlo), anche quest’anno, nonostante tutta la buona volontà, ci ha colti impreparati. Sembra strano, ma magari è proprio questa la sua vera bellezza. Di sicuro è vero che il Grest non inizia e finisce nelle date segnate sui volantini, ma va molto oltre. Perché il Grest è fatto di persone e le persone sono fatte di emozioni e di storie.
Allora, ciascuno di noi, in particolare ciascun bambino, ogni mattina portava con sé, insieme alle borracce, agli infortuni sul campo e ai pianti per le solite sciocchezze, un mucchio… Be’, ciascuno aveva con sé un mucchio di “altre cose”.
Cose tutto sommato piccole: «Le scuole medie sono infernali!».
Cose enormi: «Io mi chiamo come mio papà».
Cose che i bambini ci hanno generosamente raccontato: «Sai che io spesso mi sento solo?»
Cose che noi grandi non dovevamo per forza indovinare, ma almeno non escludere a priori.
Purtroppo, ci siamo resi conto che a volte era quasi impossibile non sbagliare. E tuttavia, era anche possibile, anzi necessario, sforzarsi di non farlo. I bambini hanno questo dono, che esige responsabilità: non impongono nulla, ti danno sempre la possibilità di scegliere. E scegliendo si continua a crescere pure da adulti (quindi, grazie bambini!). Anche quest’anno, c’è rimasto tantissimo dentro. Ci siamo divertiti e abbiamo riso un sacco. Siamo diventati o rimasti o tornati amici. Ora ci riposiamo un po’ e poi la parrocchia inizierà a prepararsi per il mini Grest di settembre.
Caterina, Carlotta e Giacomo Picchi
Milano: san Francesco come guida e maestro
“Bella Frà!” non è solo il titolo dell’oratorio estivo 2026 per i bambini e i ragazzi della Comunità pastorale Santa Maria Maddalena di Milano, lungo quattro settimane, ma è stato anche un invito a vivere da fratelli, con gioia, accoglienza e amicizia. Il tema scelto dagli oratori lombardi prende ispirazione da san Francesco d’Assisi, di cui quest’anno ricorre l’ottavo centenario dalla morte, ed è stata un’occasione speciale per riscoprire il suo messaggio.
Ogni giorno i bambini e ragazzi, guidati dagli educatori e animatori, hanno scoperto che l’oratorio è un luogo dove si gioca, si fanno amicizie e si vivono esperienze che lasciano il segno. Anche quest’anno i laboratori hanno rappresentato uno dei momenti più attesi della giornata, offrendo a bambini e ragazzi la possibilità di mettersi in gioco, di imparare qualcosa di nuovo e di condividere talenti e passioni. Accanto ai laboratori ormai storici, come Giornalino, Arte e Scacchi, questa edizione del Grest ha portato delle novità, ispirate al tema di san Francesco d’Assisi: l’Officina del Tau, il laboratorio di Magia, quello di Letteratura e il nuovo Flag Football. Ognuna di queste proposte ha saputo coinvolgere i partecipanti in modo diverso, ma con un obiettivo comune: crescere insieme divertendosi.
Non sono mancate le gite: a Novara per scoprire il convento dei Cappuccini e la loro antica e bellissima chiesa; a Seveso per conoscere il Bosco delle Querce nato sul luogo dell’incidente “diossina” avvenuto cinquant’anni fa. E ovviamente alla piscina…
Il tema dell’oratorio estivo, “Bella Frà!”, è stato un invito a riscoprire il valore della fraternità, della gioia di camminare insieme, dell’attenzione al povero e alla natura. Don Louis Baskar, responsabile dell’Oratorio san Gaetano, ha accompagnato i ragazzi a scoprire che il messaggio di san Francesco può ancora oggi illuminare la vita. Infatti l’insegnamento di san Francesco è un invito a guardare ogni decisione, dai grandi progetti ai piccoli gesti di ogni giorno, attraverso la lente della Croce, cercando sempre il bene e l’autenticità. E per integrare nella vita di tutti i giorni gli insegnamenti di san Francesco e renderli attuali, possiamo iniziare guardando la vita con occhio positivo. Se ciascuno inizia in prima persona ad avere un cuore pieno di positività e a condividere la pace, il mondo diventerà sempre più bello. Per superare i momenti di difficoltà, ci siamo affidati alla parola di san Francesco e ci è stata di grande aiuto una frase a lui attribuita: «Donando, si riceve».
Don Louis Baskar
Nuova Olonio: Francesco d’Assisi ha lasciato il segno
Ci sono senz’altro ragioni di ordine pratico che rendono assai frequentati i nostri oratori all’inizio dell’estate, e ignorarli sarebbe da sciocchi: è finita la scuola, ma i genitori (almeno la maggior parte) sono ancora impegnati nelle attività lavorative; sono terminate le varie attività complementari di tipo sportivo, ginnico e ludico, che durante l’anno riempiono le giornate dei ragazzi (sia dei bambini, sia degli animatori); il costo di accesso alla proposta parrocchiale è modesto e la qualità del servizio generalmente buona. Si aggiunga la dinamica tipica dell’età evolutiva, per cui si emula la scelta compiuta dall’amico, e dal punto di vista puramente quantitativo si potrebbe stare tranquilli e cullarsi sopra quel centinaio abbondante di bambini, preadolescenti e adolescenti che tutti gli anni si iscrive al Grest, a Nuova Olonio come altrove.
Ma avrebbe senso un ragionamento di questo tipo? L’oratorio non correrebbe il rischio di diventare un contenitore, ampio, ma senza contenuto? Allora è importante lasciarsi guidare dalla proposta regionale, se non addirittura nazionale, che aiuta a immettere un senso alle varie attività oratoriane estive. Di buon grado abbiamo accolto il riferimento, collegato con gli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi e sintetizzato nell’espressione giovanile, con la quale i ragazzi si salutano: “Bella Frà!”. Per tre settimane, quindi, il Patrono d’Italia è stato compagno di viaggio di coloro che hanno varcato i cancelli del nostro oratorio, e possiamo dire che la sua è stata una presenza che ha lasciato il segno, almeno per tre motivi.
Il primo: Francesco è grande non perché si è fatto semplicemente povero, ma perché ha scelto la strada della minorità, ossia di quel modo di stare nella vita per cui tutto è funzionale all’amicizia con il Signore Gesù, considerato il vero tesoro dell’esistenza; se in questa prospettiva leggiamo la sua vita, la povertà appare non una premessa ma una conseguenza. Secondo: Francesco è stato una persona attenta agli altri, come attestano vari episodi della sua vita, ad esempio l’amore ai lebbrosi, la capacità di parlare a tutti (anche ai violenti), il coraggio di annunciare il Vangelo pure ai non credenti. Terzo: Francesco è un testimone della bellezza della fraternità; ci insegna che non si evangelizza da soli, ma all’interno di una compagnia di “frati”, ossia di fratelli, non puramente legati da vincoli umani ma dal desiderio che tutti vengano a contatto con Cristo e che credano in lui.
Che dire? Una persona così non può che affascinare, anche a distanza di otto secoli e probabilmente è il santo che più di tutti riflette l’immagine di Gesù. Ascoltare la sua storia, raccontata per singoli episodi ogni pomeriggio, lo ha fatto sentire vicino a noi, e ha suggerito a tutti che è possibile vivere una vita, nella quale trovano spazio lo sguardo verso gli altri e il calore dello stare insieme.
Don Davide Patuelli
Padova: un Grest in collaborazione con tutti
Quest’anno la Parrocchia Santo Stefano Re d’Ungheria ha organizzato l’esperienza estiva di due settimane per i bambini con il tema “Madagascar”, per proporre la fratellanza e invitare i bambini ad avere il coraggio di annunciare quanto è bello vivere insieme, in un mondo dove l’indifferenza spinge a non vedere il volto dell’altro, per cogliere il bene e la diversità. Il Grest ha visto la partecipazione di un centinaio di bambini, accompagnati da una cinquantina di animatori ed educatori. Bisogna ringraziare molto tutta la comunità parrocchiale per il suo sostegno. Specialmente il grazie sincero va alle famiglie per la fiducia mostrata verso l’oratorio e la loro collaborazione concreta, come pure ai volontari della cucina per l’impegno e la costante disponibilità. I genitori hanno aiutato a pulire i locali del Centro Parrocchiale e i volontari del Campo Claudio Malavasi si sono fatti carico dello spazio dedicato ai giochi pomeridiani. Ma il Grest non avrebbe mai potuto realizzarsi senza l’impegno degli animatori e degli educatori, che hanno messo tutta la loro energia e dedizione nell’organizzare ogni dettaglio per il bene dei più piccoli. Appena archiviato il Grest 2026, ci troviamo già pronti per l’avventura del 2027.
Don Oscar Kasongo
Roma: Aladino guida i ragazzi verso la felicità
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al 9 giugno al 3 luglio, l’Oratorio San Giuseppe al Trionfale è stato tutto un pullulare di volti e di voci. Per quattro settimane e per quasi 10 ore al giorno, 270 bambini, 80 giovani animatori e un gruppo di adulti hanno dato vita a quella che è sicuramente l’esperienza più intensa dell’anno pastorale di un oratorio: il Grest (o Centro estivo che dir si voglia).
Quest’anno, a far da filo conduttore delle giornate è stato il racconto, un po’ rivisitato, di Aladino e della lampada magica. Lo slogan del Grest 2026, coniato dalla proposta della Diocesi di Roma, era questo: “Come mi vedi? Il segreto della lampada e del diamante”. Tutte le attività, dall’accoglienza musicale del mattino ai giochi, dai laboratori ai momenti di preghiera, avevano come obiettivo quello di aiutare i bambini, i ragazzi, ma anche i giovani animatori, a formulare la domanda che, a conferma della nostra autostima (Come mi vedi?), di solito poniamo a chi ci guarda con uno sguardo d’amore, al fine di realizzare il nostro potenziale e i nostri desideri. È il cammino percorso dal giovane Aladino. Come si vede? È un ladro o un principe? Oppure è un diamante grezzo che un giorno saprà brillare? Il suo percorso alla ricerca della felicità lo porta a interrogarsi su chi egli è veramente, sull’immagine che le persone hanno di lui, sul desiderio di essere diverso per essere accettato.
Anche quest’anno abbiamo avuto l’onore di poter accogliere la Fanfara della Polizia di Stato che ha allietato con musiche moderne e tradizionali, concludendo poi l’esibizione con l’inno di Mameli. E anche se quest’anno non abbiamo potuto entusiasmarci per la nostra Nazionale ai mondiali di calcio, al momento dell’inno sembrava di stare in uno degli stadi dei campionati del mondo!
Il Grest, ogni anno, coinvolge i bambini, ma anche le famiglie. Bellissime le serate trascorse fra qualche ballo, un quiz o un’esibizione dei giovani talenti dell’oratorio, con un gelato a rinfrescare la calura romana. Inoltre il nostro Centro estivo ha fra gli obiettivi quello di far crescere i bambini nella loro autonomia; in ogni momento sono guidati, ma allo stesso tempo vengono stimolati a mettere in campo azioni personali che li aiutino a maturare, vivendo responsabilmente i vari momenti della giornata, la merenda, i pasti, il bagno in piscina, i laboratori.
Altro punto forte del nostro Grest sono le relazioni. L’oratorio, nei mesi estivi, si conferma sempre di più una grande famiglia capace di accogliere, accompagnare, includere tutti. Alla fine delle quattro settimane, i sorrisi si trasformano in pianti (di commozione). Si vorrebbe continuare a oltranza!
Capita sempre così, quando in un posto si respira un clima di serenità e di cura. Ma questo non sarebbe possibile senza uno staff di adulti che vigila e si prende cura dei bambini nei momenti più impegnativi.
L’appuntamento è per il prossimo anno, ma animatori si è per sempre, e per questo anche durante i mesi invernali l’oratorio continuerà a prendersi cura delle giovani generazioni.
Don Salvatore Alletto