La visita del cardinale Oscar Cantoni alla frazione di Sant’Agata, nella Parrocchia di Nuova Olonio
di don Davide Patuelli
Vogliamo raccontare qualcosa della visita del vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni, alla frazione Sant’Agata, nel territorio del Comune di Gera Lario (Como), ma appartenente alla Parrocchia guanelliana Santissimo Salvatore di Nuova Olonio (Sondrio). È domenica 9 febbraio, qualche giorno dopo la memoria liturgica della martire Agata che si celebra il 5 febbraio.
La Casa Santa Maria delle suore guanelliane. Studi, testimonianze e documenti in un ricco volume di storia che conclude le celebrazioni per il centenario
di Fabrizio Fabrizi
Avevano raccolto oltre 150 mila lire del 1922 (più di 170 mila euro) «nonostante il caro vivere» ed erano riuscite a ottenerne 100 mila da Benedetto XV: a Roma le suore di don Guanella volevano «allargare le tende per accogliere tutte le domande di infelici che da ogni parte ci vengono rivolte». Non potevano certo scrivere Posti esauriti all’entrata della Casa Pio X a San Pancrazio, dove dal 1908 ricoveravano anziane, orfane, disabili psichiche e fisiche. Quindi misero in pratica ciò che don Guanella – quasi senza pensarci – aveva scritto nel 1893, parole che sono l’emblema della sua santità: «Finirla non si può, finché vi sono poveri a ricoverare, bisogni a provvedervi. Più si fa, più la Providenza farà: e di fare è gran bisogno».
La scoperta fortunata di un video del produttore tedesco Marzen offre l’unica ripresa, finora nota, di san Luigi Guanella. Partecipava al Congresso mariano internazionale del 1912
di Riccardo Bernabei
Un vecchio filmato, ovviamente muto e in bianco e nero, una lunga processione attraversa l’inquadratura. Nell’interminabile corteo compare un anziano sacerdote, con un’andatura un po’ affaticata ma decisa. Il volto, per chi lo conosce, è inconfondibile. Sono i pochi ma preziosissimi secondi in cui possiamo osservare don Guanella, l’unica sequenza filmata del santo.
Novant’anni di vita della Casa Don Guanella di Barza d’Ispra (Varese). Con le iniziative che richiamano un passato importante per i guanelliani, ma anche un futuro creativo e promettente
di Sergio Giuseppe Todeschini
La Casa Don Guanella di Barza d’Ispra celebra i suoi novant’anni di presenza (1934-2024) in territorio varesino sul Lago Maggiore. Fu in questa località amena che la congregazione dei Servi della Carità acquistò una villa signorile e la trasformò in noviziato, per accogliere i giovani in formazione chiamati a diventare, dopo un serio discernimento, sacerdoti o fratelli laici tra i guanelliani. Per aiutare i seminaristi a sperimentare la vocazione e iniziare un servizio ai poveri, negli anni Cinquanta venne costruita accanto alla villa una comoda casa di riposo, che dopo varie ristrutturazione accoglie oggi oltre una cinquantina di anziani.
Il “sogno” di don Guanella continua a realizzarsi a Perugia, con la struttura dell’Istituto Sereni recentemente inaugurata
di don Giovanni Amico
Quel giorno a Campodolcino, festa patronale di san Giovanni Battista, il piccolo Luigi aveva ricevuto in regalo un sacchetto di dolci. «Fa festa anche tu!», gli aveva detto il cognato. Un vecchietto, che improvvisamente gli comparve davanti e gli chiese il piccolo sacrificio di qualche dolcetto, lo tormenterà per tutta la vita. Don Guanella vedrà sempre davanti a sé il povero bisognoso e non passerà davanti a lui in modo indifferente. Ripeterà infatti: «Un cuore cristiano che crede e che sente non può passare innanzi alle indigenze del povero senza soccorrervi».
Nuove strutture per l’Istituto Sant’Antonio dell’Opera Don Guanella a Cassago Brianza. Inaugurati il parco e gli spazi del Centro Diurno Disabili
Sabato 19 ottobre 2024 è stata una giornata importante per l’Istituto Sant’Antonio - Opera Don Guanella di Cassago Brianza (Lecco). Davanti alle autorità del territorio è stato infatti presentato il risultato dei primi lavori realizzati all’interno e all’esterno delle strutture, in località Campi Asciutti. L’obiettivo di tale trasformazione è giungere alla progressiva riqualificazione degli spazi destinati sia agli utenti del Centro Diurno Disabili che ai gruppi residenziali che vivono all’interno dello storico istituto socio-educativo.
Storia degli inizi umili e difficoltosi dell’Opera Don Guanella in America Latina.
Una strada irta di ostacoli, ma luminosa per tenace carità
di don Gabriele Cantaluppi
Rievocando le vicende dei suoi compaesani costretti ad emigrare, specialmente nell’America del Sud, Don Guanella esprimeva sempre dispiacere e dolore. Su questo fenomeno, quasi inevitabile allora in quelle zone di montagna, manifestò le sue riserve sin da quando si trovava a Savogno nel 1872: «Le cose vedute di lontano ingannano sempre.
Tre giovani hanno donato la loro vita alla Congregazione guanelliana con la professione perpetua, emessa il 29 settembre 2024, e il diaconato, ricevuto il successivo 19 ottobre. Offrono le loro testimonianze per ringraziare Dio del dono della vocazione