In occasione della solennità del Sacro Cuore il superiore generale e suo consiglio rivolgono a tutti i confratelli gli auguri affinché proseguano con coraggio e gioia nel rendere visibile la bellezza dell’amore di Dio che, attraverso il culto al Sacratissimo Cuore di Cristo, ne rivela la sua grandezza e, contemporaneamente, è invito alla donazione di un amore totale, che va accolto, corrisposto e irradiato con tutta la nostra vita.


Secondo don Guanella, la manifestazione più evidente della paternità di Dio trova la sua concreta espressione nel Cuore di Cristo, che incarna e rende al tempo stesso umano e divino l’amore paterno di Dio. Per cui il «Cuore di Gesù è cuore di Padre». E consacrarsi al Cuore di Gesù è «rivolgere lo sguardo a Gesù, appoggiarsi alla destra di Gesù», che è presente e si dona totalmente nell’Eucaristia: «Il nostro altare del Sacro Cuore è l’emporio della divina carità, di quella divina carità che tutta è nell’ostia santa, in Gesù sacramentato, che è là dentro, in quella casetta del tabernacolo. Ivi è realmente e sostanzialmente il Cuore eucaristico e, con il Cuore, il sangue, il volto, la persona adorabile del comune redentore e signor nostro Gesù Cristo» (da un manoscritto del 1892). Chi si nutre dell’Eucaristia vive tutti gli atteggiamenti di Gesù in relazione al Padre e ai fratelli: la gratitudine e il ringraziamento, la lode a Dio e la riparazione dei peccati, il farsi tutto a tutti fino a donarsi come cibo alle persone che si amano, fino a lavare i piedi in atteggiamento di umiltà e di contemplazione davanti al povero, anch’esso identificato con Gesù.