Con l’aiuto di collaboratori, e insieme alla contessa Marianna, Bartolo Longo organizza scuole per i bambini, scuole serali per gli adulti, migliora la chiesetta fatiscente, comincia a insegnare il catechismo e insegna a pregare la Madonna col Rosario. Avuto il permesso dal Vescovo, organizza anche una missione popolare con predicazione al popolo.

Si occupa pure dei servizi pubblici che non esistevano, l’acqua corrente, l’elettricità, la stazione dei carabinieri e molte altre
realtà di utilità sociale. Tra le varie opere pubbliche vi è anche la stazione ferroviaria di Pompei, che fu di grande utilità anche per i pellegrini che cominciavano ad affollare il santuario della Madonna.

Bartolo Longo ha un animo mistico, contemplativo. Ma forse, anche per la sua professione di avvocato, è dedito al sociale, all’azione, nonché alla organizzazione. E questo lo si evince dal numero di opere che mise in piedi: scuole, laboratori professionali per i suoi ragazzi e ragazze orfani o figli di carcerati, perché imparino un mestiere per vivere con dignità da adulti.

Soprattutto suscita dalle fondamenta il santuario della Madonna. Crea un periodico (con relativa tipografia) Il Rosario e la Nuova Pompei per far conoscere la Madonna del Rosario e i miracoli di grazia che si verificavano, ma anche per chiedere un aiuto a favore delle diverse opere caritative. Comincia così un grande afflusso di offerte da varie parti per la costruzione del santuario e la continuità delle opere.

Forse a causa dell’invidia per il successo delle Opere, ci furono malevoli insinuazione che spinsero Bartolo Longo e la contessa De Fusco a dare le dimissioni, ma Leone XIII, che seguiva con interesse gli sviluppi di Pompei, non le accettò, anzi il Papa li coinvolse maggiormente. La contessa divenne moglie di Bartolo Longo per «arcani disegni di Dio», come si espresse lo stesso Bartolo, e fu una presenza preziosa accanto a lui per cinquant’anni, perché collaborò con dedizione e saggezza. Fu anche la maestra, per molti anni, delle bambine orfane che ormai erano in numero considerevole.

La storia del santuario e delle Opere pompeiane bisogna leggerla, raccontata dallo stesso Bartolo Longo nel suo libro Storia del Santuario di Pompei. È affascinante e non cessa mai di stupire. La città odierna di Pompei è sorta da questi eventi e si può affermare che san Bartolo Longo, insieme a sua moglie Marianna Farnararo, ne è stato il fondatore per le Opere di promozione umana e sociale, nonché religiosa, che vi ha fatto fiorire. Ma il vero “miracolo” di questa realtà pompeiana è soprattutto opera di Dio e di Maria, Madre di Dio e Madre nostra, che vi opera speciali grazie fin dagli inizi.