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È in uscita l’ultimo volume degli Scritti
di don Guanella, che raccoglie i suoi
articoli per La Divina Provvidenza.
Offre un profilo nitido del santo,
uomo coraggioso e instancabile.

a cura del Centro Studi Guanelliani - Roma

«L’edizione critica di tutti gli scritti: non si vede quando mai assolveremo questo dovere dando questo ossequio al Fondatore». Lo scriveva nel 1969 il guanelliano Attilio Beria (1919-1983), insigne studioso che curò la biblioteca personale dei pontefici e fu a lungo responsabile culturale de L’Osservatore Romano. A lui si deve l’inizio degli studi “contemporanei” su carisma e spiritualità di Luigi Guanella, che ne hanno delineato l’autentica fisionomia di fondatore, religioso e santo della carità.

Il tempo e le risorse impegnate negli studi guanelliani hanno raggiunto il traguardo che a don Beria, consapevole delle dimensioni e difficoltà dell’impresa, sembrava inarrivabile. Infatti è pronto il volume che completa le «Opere edite e inedite di Luigi Guanella», V della serie: gli Scritti pubblicistici (Roma, Centro Studi Guanelliani - Nuove Frontiere, CXI-1000 p.), composto in prevalenza da articoli usciti su La Divina Provvidenza, il bollettino mensile delle opere guanelliane fondato nel 1892, ma anche su altri periodici.

Si conclude in tal modo un percorso che vide un primo frutto nel 1988, quando – secondo il piano dell’opera – uscì il volume IV, Scritti per le congregazioni, 1426 pagine di testi spirituali e normativi dedicati dal Fondatore ai suoi istituti religiosi, dai primordi nel 1888 fino al 1915. Era quanto desideravano le Figlie di Santa Maria della Provvidenza e i Servi della Carità, che potevano così disporre di testi correttamente presentati e razionalmente ordinati: un pascolo abbondante per la “fame” di accostarsi direttamente alla “viva voce” del Fondatore e recuperare la «primitiva ispirazione degli istituti», come il Concilio aveva chiesto ai religiosi.

Dal 1992 al 1999 uscirono le “operette” di don Guanella, 45 opuscoli popolari di catechesi, agiografia, devozione e storia ecclesiastica, stampati a sue spese dal 1872 al 1889, che confluirono in tre volumi: Scritti per l’anno liturgico (vol. I, 1347 p.), Scritti storici e agiografici (vol. II, 1706 p. in due tomi), Scritti morali e catechistici (vol. III, 1191 p.).

La pubblicazione successiva arrivò nel 2015. Per il centenario guanelliano uscì il vol. VI, Scritti inediti e postumi (1006 p.), la cui lunga gestazione fu dovuta alla riorganizzazione del Centro Studi Guanelliani, ma anche alla complessità nella ricerca dei testi e nella definizione dei metodi di edizione. In 14 testi, dal 1883 al 1915, sono documentati interessi, progetti, studi, rapporti e memorie che accompagnarono il Fondatore dalla sua piena maturità fino agli ultimi mesi di vita.

Gli Scritti pubblicistici aprono ora una nuova prospettiva per conoscere Luigi Guanella, a partire dall’ultimo decennio dell’Ottocento quando la sua opera da Como inizia l’espansione dapprima a Milano, poi in Lombardia e in Veneto, per giungere a Roma, in Calabria e nel 1913 negli Stati Uniti d’America.

Il volume raccoglie 511 articoli da La Divina Provvidenza, dei quali 229 firmati e 155 non firmati ma presentati nel 1935 al processo apostolico di beatificazione, individuati dai più stretti collaboratori di don Guanella, soprattutto don Leonardo Mazzucchi. Sono stati accolti poiché «l’acquisizione in sede canonica di questi articoli ne giustifica solidamente l’accettazione nella presente edizione», come conclude Fabrizio Fabrizi nella Guida alla lettura. Ricerche archivistiche e confronti di critica testuale hanno portato all’attribuzione di altri 127 articoli, sulla base di «una sostanziale coerenza per quanto riguarda tematiche, argomentazioni, forme espressive, costruzioni sintattiche e scelte lessicali [...] tenendo conto delle peculiarità stilistiche e argomentative dell’Autore». Con ulteriori ricerche archivistiche, a partire dai lavori di don Piero Pellegrini (1928-2003), sono stati acquisiti anche 46 testi usciti su altre testate, o come numeri unici e stampe d’occasione.

Pur avvalendosi di buoni collaboratori, soprattutto nei primi anni don Guanella dava un apporto sostanzioso (a volte quasi esclusivo) alle pagine de La Divina Provvidenza. Seguendo i suoi articoli, emerge l’intenzione con cui aveva avviato uno strumento umile ed efficace di propaganda e informazione, come spiega nel dicembre 1899 ne Il nostro periodico e il nostro programma. Vuole che il bollettino possa raggiungere tre scopi: «esporre lo sviluppo delle opere nostre» fornendo notizie sulla vita delle case e le nuove iniziative; «procurare l’appoggio dei buoni» sollecitando beneficenza sia da benestanti che da persone di modesta condizione, per rendere tutti partecipi del bene fatto; «difendere il principio conservatore secondo la vera idea cattolica» per orientare e formare la coscienza dei lettori, in un’epoca di forte contrapposizione con il laicismo.

Nell’Introduzione Bruno Capparoni suggerisce una chiave di lettura per comprendere il valore di questi testi e collocarli nel contesto biografico del Fondatore: «Con un’immagine non del tutto impropria, possiamo attribuire al volume le caratteristiche di un diario tenuto da don Guanella, che a seconda del mutare delle situazioni registra i suoi pensieri e le sue valutazioni “in tempo reale” [...] Le sue scelte operative, ma anche i suoi pensieri e giudizi si trovano fissati in queste pagine, colti quasi mentre sgorgano dalla mente di un uomo libero, da un cuore colmo di carità, da una sorprendente creatività». Gli Scritti pubblicistici ci avvicinano all’intensa quotidianità di don Guanella e ci restituiscono il nitido profilo di un santo che fu innanzitutto un uomo coraggioso, instancabile e intraprendente.