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Un’attenzione educativa
lunga quasi un secolo secondo
lo spirito di don Guanella.
Con l’arcivescovo Delpini
è la Chiesa ambrosiana
a benedire questa lunga storia di bene. 

di Bruno Corti

La Casa Don Guanella di Lecco ospita stabilmente circa trenta minori in forma residenziale, e altri quindici minori in forma semiresidenziale e diurna; ognuno di essi è accompagnato da un progetto educativo individuale. Ci sono venti educatori che si occupano dei ragazzi, coadiuvati dai sacerdoti guanelliani e da un buon numero di volontari.

La Cascina Don Guanella è invece un progetto di agricoltura sociale per l’accoglienza e la cura, la formazione e l’inserimento lavorativo di ragazzi provvisti di poche risorse, in vista della loro emancipazione socioeconomica. Sono diciotto i dipendenti della cooperativa, quasi tutti neo-maggiorenni al termine del loro percorso comunitario. A questi si aggiungono una ventina di ragazzi che partecipano ai laboratori, predisposti per loro dal progetto.

Da poco queste due realtà, che esprimono la presenza dell’Opera Don Guanella a Lecco, hanno festeggiato la ricorrenza dei novant’anni attraverso varie iniziative. 

Sabato 16 e domenica 17 settembre: grande evento popolare «Barabitt in festa», presso la Cascina Don Guanella, aperto al territorio e dedicata ai nostri ragazzi, indicati con il vecchio e simpatico nome di barabitt. Hanno partecipato un gran numero di famiglie e tanti bambini del circondario di Lecco. Ma sono state presenti anche numerose autorità, fra di loro il Prefetto di Lecco.

Sabato 23 settembre: incontro con il cardinale José Tolentino Calaça de Mendonça, teologo portoghese, che dal 26 settembre 2022 è prefetto del Dicastero per la cultura e l’educazione. Professore universitario di lunga data, è anche considerato una delle voci più originali della letteratura portoghese moderna. Al termine dell’incontro abbiamo organizzato una cena comunitaria alla Cascina Don Guanella con i volontari, i sostenitori e gli amici di Casa Don Guanella, con la presenza amichevole del cardinale.

Domenica 5 ottobre: l’arcivescovo di Milano Mario Delpini, ha presieduto la santa Messa nella basilica di San Nicolò, gremita di persone, accompagnata dai canti del validissimo coro Laudamus di Nerviano e animata dai ragazzi ospiti della comunità educativa e dall’artista e maestro Afran Abiamba. La santa Messa è stata concelebrata dal prevosto di Lecco monsignor Davide Milani, dal superiore provinciale dei guanelliani don Alessandro Allegra, da don Agostino Frasson direttore della Casa Don Guanella, e da numerosi confratelli.

Sabato 14 ottobre: «BarabinaRun - 1° Memorial Dario Santorelli», evento dedicato al compianto giovane educatore di Casa Don Guanella scomparso al termine di una lunga malattia. La BarabinaRun è una sky run giunta ormai alla quinta edizione, che propone un ricco programma e richiede la partecipazione degli sportivi ma anche delle loro famiglie.  Hanno partecipato 220 atleti adulti, 175 atleti bambini, circa 100 volontari e moltissimi ospiti, fra cui il campione olimpico di atletica Alberto Cova, e due grandi ciclisti: il campione del mondo Cadel Evans e il ‘mitico’ Claudio Chiappucci. 

«L’Opera Don Guanella offre una possibilità di vita nuova ai minori che hanno avuto una vita difficile – ha detto monsignor Delpini durante l’omelia – e i guanelliani promuovono una vita di solidarietà, intelligenza, dedizione e creatività perché ci sia fiducia per la ripartenza. Grazie dunque a tutti voi: avete contribuito a formare uno ‘stile del servire’». L’Arcivescovo ha anche richiamato la necessità di riscoprire la dignità del ‘servito’, cioè delle persone da noi accompagnate, che molto hanno da suggerire a chi è più fortunato. Al termine della celebrazione, un bellissimo momento amichevole, un pranzo comunitario presso Cascina Don Guanella, ha confermato concretamente i suggerimenti offerti dall’Arcivescovo. 

Novant’anni sono un traguardo significativo per la comunità educativa guanelliana di via Amendola a Lecco, che in tutto questo tempo ha sostenuto tanti ragazzi segnati da traumi e da esperienze di vita anche drammatiche, accompagnandoli nel loro cammino educativo. Per illustrare questo importante anniversario, presso l’atrio della Casa è stata allestita una mostra che ripercorre il lungo percorso di impegno, dignità, speranza e inclusione.