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Don Tonino Gridelli

 

"...Con gratitudine conserva memoria di coloro che il Padre ha già chiamato nella sua Casa: alla divina misericordia affida la loro vita ed eleva suffragi..." (Cost. n.23)

 

CARISSIMI,

nella mattinata del 28 Ottobre alle ore 10.30, a Caidate , è tornato alla Casa del Padre il Caro Confratello DON TONINO GRIDELLI di anni 91.

Il rito funebre si terrà VENERDÌ 30 OTTOBRE 2020 alle ore 9.30 a COMO, nel Santuario del Sacro Cuore. La cara salma verrà tumulata nella tomba dei Confratelli nel Cimitero di COMO.

 

 

Il Vangelo di oggi ci narra un episodio che si colloca, durante il viaggio di Gesù dalla Galilea a Gerusalemme, nella casa di un fariseo, in giorno di sabato.

Gesù con i farisei ha avuto sempre discussioni.

Non sappiamo se questo fariseo fosse sincero nell’invitare Gesù a pranzo, ma in genere i farisei lo scrutavano per vedere se lui osservava i precetti della legge di Mosè. Quella che più infrangeva era la legge del sabato e proprio di sabato guarisce l’idropico.

Come abbia fatto un idropico ad entrare nella casa del capo dei farisei, Luca non ce lo dice. Sta di fatto che lui è proprio là e vuole essere guarito.

Gesù lo cura anche se è sabato e lancia la domanda: “è lecito o no curare di sabato?”

I dottori della legge e i Farisei non rispondono.

Questa domanda rimane nell'aria, ma li provoca.

Dinanzi al silenzio Gesù agisce.

Quindi spiega il motivo che lo ha spinto a guarirlo: se non avete problemi a salvare un asino dal pozzo, non ci dovrebbero essere problemi neppure a salvare un malato.

Ci sono momenti difficili nella vita, in cui dobbiamo scegliere tra il bisogno immediato da soccorre e l'ottemperanza a norme e disposizioni. Come comportarsi?

Molte volte dinanzi ai tanti bisogni da soccorrere siamo tentati di dire “arrangiati, non è affare mio”, arrangiati oggi è sabato, arrangiati la legge non me lo consente ma, come cristiani e come guanelliani, dobbiamo aiutare, fare del bene.

Anche don Tonino si è trovato necessità di dover soccorrere delle persone e, memore dell’agio “Fai il bene e scordalo”, si è dato da fare per soccorrere, aiutare, confortare.

È la prima volta che sono chiamato a presiedere il funerale di un confratello. Sono onorato perché don Tonino mi ha preceduto nell'ufficio di segretario generale per ben tre mandati. Ho consultato quindi il suo fascicolo personale conservato in archivio ed ho fatto una lettura gustosa che spaziava dalle sue pagelle scolastiche alle relazioni dei suoi formatori, dalle sue foto agli articoli che parlano di lui. Spassoso, per esempio, è l'articolo che lo ritrae a Milano in occasione di un mercatino di raccolta fondi. Le signore che avevano allestito la bancarella, nell'entusiasmo di poter vendere più oggetti possibile, stavano per mettere in cattiva luce il ‘San Gaetano’: non sapevano infatti che non si possono vendere oggetti sacri. Grazie a Dio, don Tonino facendo un giro, si accorse e subito requisì calici d'argento e presunte reliquie degli Apostoli. La buona stima dell'opera fu salva.

Nella sua carriera scolastica studia con profitto e nel suo percorso formativo riceve da tutti un giudizio lusinghiero e promuovente. “carattere vivace, sincero e promettente”.

Il suo padre maestro a Barza (1946-48), Don Armando Budino lo descrive come una persona genuina: “ha un carattere genuino e semplice gioviale e sereno, sempre disponibile e pronto a dare una mano. Ha buona volontà e spirito di adattamento. Rivela retta intenzione nel cammino di crescita e sinceri segni di vocazione religiosa e sacerdotale”.

Anche don Vito Zollini, a Chiavenna, registra i medesimi tratti della sua persona: “Aperto e servizievole. Autentico romagnolo: mordace e tenace, tanto di giudizio che di carattere. Si adatta a far tutto, anche uffici umili. Bella intelligenza, si applica con impegno, serio anche nella vita di pietà”.

L'obbedienza lo porterà presto a varcare i confini, dopo pochi anni di sacerdozio, verso il Brasile (1963).

Mamma Maria scrive ripetute lettere accorate al Superiore Generale, nel 1969. Chissà quante lacrime sono state assorbite da quelle lettere in cui mamma Maria lo supplicava di non far partire più suo figlio per il Brasile. “Don Tonino non mi dice niente ma io sono venuta a saperlo da altri che lui sta per ripartire…”.

Quella di don Tonino è stata una vita spesa nell'obbedienza religiosa e al servizio della Congregazione, una vita semplice e austera, austera come il suo testamento: “Roma 29 luglio 1978. Nessun testamento perché non ho niente”. Firmato: don Tonino Gridelli.

“Vergine Maria concedimi perseveranza e fedeltà nell'amore di Gesù e tesori di grazia a quanti hanno desiderato questo giorno” così è scritto sulla immaginetta della sua Prima Professione, Barza 12 settembre 1948”.

Parafrasando questa preghiera, invoco Maria, Madre della Divina Provvidenza perché conceda a noi perseveranza e fedeltà nell’amore di Gesù e a don Tonino i tesori della Sua Grazia, la vita eterna. Amen!

(omelia di don Nico Rutigliano, Vicario generale, santa messa del funerale, Santuario del Sacro Cuore, Casa Madre, Como, 30 ottobre 2020)

 

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