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Mese di Maggio con Maria e Giuseppe

 

Buongiorno a tutti e sereno mese di maggio in questo anno dedicato a san Giuseppe. Abbiamo aperto questo mese proprio nel ricordo di un compito esercitato da san Giuseppe nella sua vita: quello di lavoratore. Dio Padre ha voluto accanto al Figlio che cresceva e doveva imparare a vivere come uomo, un esempio, un modello anche nel suo servizio di lavoratore, un uomo che per mantenere la Famiglia ha messo su un piccolo laboratorio di falegnameria nel quale anche Gesù apprendeva ogni giorno l’arte dello scalpello, della pialla, della sega. San Paolo VI nello storico viaggio in Terra Santa del 1964, giunto a Nazareth entrando nei luoghi dove visse la santa Famiglia fu estasiato: “Oh! Dimora di Nazareth, casa del Figlio del falegname! Qui soprattutto desideriamo comprendere e celebrare la legge, severa certo, ma redentrice della fatica umana; qui nobilitare la dignità del lavoro in modo che sia sentita da tutti; ricordare sotto questo tetto che il lavoro non può essere fine a se stesso, ma che riceve la sua libertà ed eccellenza, non solamente da quello che si chiama valore economico, ma anche da ciò che lo volge al suo nobile fine; qui infine volgiamo salutare gli operari di tutto il mondo e mostrar loro il grande modello, il loro divino fratello, il profeta di tutte le giuste cause che li riguardano, cioè Cristo nostro Signore”.
Quando come guanelliano faccio riferimento al Fondatore trovo sempre risposte e proposte per ogni tema che, come uomo, affronto nel quotidiano vivere. Anche in riferimento al lavoro don Guanella, come san Benedetto ha coniato il suo motto: Oremus et laboremus (preghiamo e lavoriamo). Già nell’operetta Massime di spirito e metodo di azione, del 1888-89, pensate che nel 1886 don Guanella aveva aperto la sua prima casa a Como, scriveva: “Lavorare devono tutti su questa terra, ma i membri di questa Piccola Casa in modo più assiduo. Devono faticare per obbedire al comando del Signore…devono faticare con energia allo scopo di venire in soccorso alle molteplici opere di misericordia che la Provvidenza offre alle loro mani. Faticano con vigore di volontà, con allegrezza di spirito…Questo deve essere l’impegno giornaliero di ogni membro della nostra famiglia”.
Don Guanella questo indirizzo lo aveva appreso dalla sua famiglia a Fraciscio; lo aveva assorbito nei tre anni passati con don Bosco. Spassose due battute che troviamo nella vita di don Guanella: “La mia buona mamma diceva ai suoi numerosi figli prima e dopo il frugale pasto: intanto che riposate fate questo servizio... e poi fate anche quest’altro…”(1913). E alle sue suore missionarie raccomandava: ”Il venerabile don Bosco diceva: per non perdere tempo lavorate sempre a fare qualche cosa d’altro. E così fate voi, figlie missionarie. Per dormire basta la notte, di giorno anche nei giorni di vacanza, fate sempre qualche cosa di utile a voi, di giovevole agli altri”. (Vieni meco, 1913).
E ancora il concetto di lavoro animato dalla fiducia nella Provvidenza di Dio che premia: “Questo è il nostro dovere. Dobbiamo lavorare, perché sta scritto che un boccone di pane bisogna che lo guadagniamo con il sudore della fronte. È scritto che chi lavora, prega! Buon Padre, noi lavoriamo e voi ci provvedete un pane per vivere, non ci lascerete mancare una vestimenta per ricoprirci” (DLG, Vieni meco).
All’inizio di un nuovo mese permettetemi l’augurio di una antica benedizione irlandese: “Che la strada si apra al tuo arrivo, che il vento soffi sempre alle tue spalle, che il sole inondi e riscaldi il tuo volto, e che Dio ti custodisca nel palmo delle sue mani”.
E alla nostra Madre in questo mese di Maggio raccomandiamo tutti i malati, specialmente l’India in questo momento drammatico della sua storia e diciamo con don Guanella: “O Maria, fateci vostri devoti figli, perché appartenere a Voi è gioia ineffabile, e possedervi è sicurezza indefettibile” (don Guanella).

A tutti Buon Mese di Maggio con Maria e Giuseppe.

P. Umberto Brugnoni

 

VIDEOMESSAGGIO DI DON UMBERTO BRUGNONI

 

 

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