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CONTRIBUTI DEI CONFRATELLI AL XX C.G.

Finora (27 marzo 2017) sono giunte da alcune Comunità queste risposte alle domande poste della PRIMA NEWS LETTER DEL CAPITOLO GENERALE.

Aggiorneremo man mano ci arriveranno altre vostre riflessioni

 

CONTRIBUTI DEI CONFRATELLI ALLA PRIMA NEWS LETTER DEL CAPITOLO GENERALE

Quali le attese (personali e della tua comunità) in vista del XX Capitolo generale?
§§§ C’è chi esprime un certo pessimismo sul Capitolo:
Sembra che il Capitolo interessi solo come ‘novità’, ma non produce cambi fondamentali per la vita quotidiana, perché si dimenticano facilmente i messaggi del Capitolo. E’ bene attenersi all’essenziale con la possibilità di raggiungere il cuore dei confratelli. Dei Documenti o dei messaggi si legge il titolo… si perde il tempo in altro…
Si chiede:
Non ci si soffermi su riflessioni e approfondimenti teorici ma si concretizzi in mete concrete da raggiungere….
Importante l’approvazione delle modifiche ai Regolamenti in quelle cose che più riguardano le nuove situazioni da affrontare….
Che sappiamo rispondere alle esigenze dell’emigrazione attuale. Con progetti di vera integrazione (v. Cascina Valmadrera).
Evitare che ci siano confratelli troppo isolati geograficamente (V. USA)
Apertura negli USA verso gli Ispanici
Quali gli aspetti positivi (risorse, esperienze, progetti) su cui la Congregazione oggi può fondare la sua speranza di rispondere alle sfide del mondo d’oggi? … e come saperli sviluppare per rendere efficace il nostro rinnovamento?
L’apertura verso i poveri e le periferie ci deve dare nuova vitalità….
Il desiderio di crescita personale
Il desiderio di recuperare la dimensione comunitaria
L’attualità delle nostre Opere oggi
L’apertura ai laici. In un tempo in cui la missione guanelliana è sempre maggiormente condivisa con i laici, diventa urgente rieducarsi insieme a saper condividere il medesimo patrimonio carismatico per saper vivere un’autentica ed efficace corresponsabilità nella missione.
Puntare sulla preghiera personale e comunitaria con convinzione e con gioia.
Il nostro rinnovamento non viene dai Superiori né dalla Regola, viene da noi stessi.
Noi religiosi non dovremmo fare il gioco del nascondino, ma essere religiosi al 100%. Essere vicini e usare misericordia e bontà con quelli che ci avvicinano…

Quali le maggiori fragilità che ci impediscono di realizzare le attese che su di noi ha la Chiesa e il Papa?
- Le nostre maggiori fragilità sono spirituali più che materiali. Siamo tutti immersi, volenti o nolenti, in questo mondo di ‘cose’, di apparenza, di diritti senza tanti doveri…., La maggior fragilità è il lasciarsi andare secondo l’andazzo della mediocrità. Dovremmo rileggere più spesso il passaggio dell’Apocalisse che parla della tiepidezza (Ap 3:16).
- Quello che la regola ci propone sarebbe più che sufficiente per essere santi!
- Dovremmo renderci maggiormente coscienti del come le nostre fragilità spirituali ed umane incidono sulla gente che incontriamo, specialmente sui laici con cui collaboriamo.
- L’insufficiente a preparazione dei superiori locali come animatori della vita comunitaria e non solo della missione.
- La nostra difficoltà a collaborare con i laici, e ad entusiasmarli circa il nostro carisma
- Troppa importanza data al ruolo e meno alla relazione personale.

Oltre ai temi proposti e a quanto è stabilito nelle nostre Costituzioni (C 113) e Regolamenti (R 249-250) quali altri argomenti dovrebbero essere trattati nel prossimo Capitolo generale?
Si chiede di
- Non è conveniente trattare troppi temi ma approfondire i più essenziali!
- Garantire un tempo sufficiente da dedicare ai Regolamenti, che sono il nostro vivere quotidiano.
- Non è mai abbastanza la formazione. Dare importanza alla persona; che i Confratelli siano ben formati (pochi ma buoni) e che sappiano condividere la loro vita con i poveri e tradurre coerentemente nella vita concreta i valori carismatici,
- I confratelli giovani diventano ‘senior’ prima del tempo per le mansioni che sono chiamati a dirigere.
- Il seminario e la vita di comunità ci tiene lontani dalla vita cosiddetta ‘reale’ del comune mortale che sgobba nel lavoro o in più lavori per mantenere la sua famiglia...
- Riprendere il Progetto Educativo Guanelliano (PEG) e rivalorizzarlo come la nostra risposta profetica a molti bisogni e domande del nostro tempo.

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